Cronaca Malaspina / Via Antonio Vivaldi

Nuova occupazione all'Einstein, il preside chiede l'intervento della digos

La denuncia degli studenti: "Perquisizioni, identificazioni e minacce sono ormai la solita prassi adottata dalla polizia con la complicità dei dirigenti scolastici". Dalla Questura: "Nessuno sgombero, solamente un'opera di persuasione"

La digos al liceo scientifico Eistein per evitare una nuova occupazione. L'intervento delle forze dell'ordine è scattato su richiesta del dirigente scolastico dell'istituto di via Vivaldi, zona Malaspina. "Un'opera di persuasione nei confronti dei ragazzi", la definiscono dalla Questura. "Un vero e proprio blitz con tanto di sgombero coatto", dicono invece dalla Rete degli Studenti Medi.

"Un gruppo ristretto di alunni - secondo quanto si legge in una nota della dirigenza scolastica - ha rioccupato l’edificio scolastico impedendo, di fatto, il regolare andamento didattico. Lo stato di agitazione ha ridotto di molto le condizioni di sicurezza indispensabili. Di ciò sono state informate le famiglie delle centinaia di allievi che intanto svolgevano lezione, sia pure in poche unità per classe, per cui numerosi studenti sono stati rilevati anticipatamente dai genitori a titolo precauzionale".

Dalla Questura assicurano che non si è trattato di un blitz, nè di uno sgombero. Ma gli agenti della digos hanno solo cercato di persuadere gli studenti a non rioccupare l'edificio. Alla fine del confronto tra studenti e agenti, al quale ha partecipato anche il dirigente scolastico Mario Casertano, un gruppo di studenti ha deciso di tornare a seguire le lezioni, mentre un altro ha deciso di continuare la protesta. "Nessuno studente è stato identificato, nè tantomeno denunciato", spiegano dalla Questura.

Diversa la ricostruzione degli studenti. "Ieri è stata la volta del liceo scientifico Einstein - dicono dalla Rete degli Studenti Medi -, al termine di una serie di irruzioni che hanno colpito soprattutto il liceo Cannizzaro. Perquisizioni, identificazioni e minacce per gli studenti sono ormai la solita prassi adottata dalla polizia con la complicità dei dirigenti scolastici, che si avvalgono di organi repressivi per provare a ripristinare una presunta 'normalità' nelle scuole. Ricordiamo come già l'anno scorso i licei Cassarà e Regina Margherita furono presi di mira dalla digos, con conseguenti denunce per gli studenti che più si erano mossi per dare solidità e costanza alla protesta".

La Rete invita però gli studenti a portare avanti la mobilitazione. "Osservando questa tendenza in aumento a livello nazionale, emerge dunque - continuano - una volontà di reprimere gli studenti che protestano contro riforme che tolgono alle scuole, come la Buona Scuola di quest'anno. Quindi, non possiamo che rilanciare con la volontà di non farci intimidire di fronte ad un atteggiamento sempre più repressivo di polizia e presidi e di incitare tutte le scuole a portare avanti la mobilitazione di quest'anno".

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