Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Blitz al campo rom, le quattro donne fermate torneranno a Palermo

A deciderlo è stato il tribunale di Roma che non avrebbe ravvisato gli estremi per il loro trattenimento ed espulsione. Orlando: "Quanto avvenuto dimostra la inadeguatezza della normativa italiana". Nessuna parola del sindaco sul giornalista di PalermoToday minacciato

Le quattro nomadi per le quali erano state avviate le procedure di espatrio torneranno nelle loro abitazioni. A deciderlo è stato il tribunale di Roma che non avrebbe ravvisato gli estremi per il loro trattenimento ed espulsione. A commentare la notizia è stato l’assessore comunale Giusto Catania che ha parlato di “ingiusta deportazione”. Il riferimento va all’esito dei controlli avviati dai carabinieri nel campo che si trova all’interno del Parco della Favorita, che ha portato all’arresto di un latitante.

“La clinica legale per i diritti umani dell’Università di Palermo - scrivono Alessandra Sciurba e Daniele Papa - esprime grande soddisfazione perché da stasera le quattro donne rom che erano state fermate e portate al Cie di Ponte Galeria potranno tornare a Palermo, nella loro città. Nel corso dell’udienza di convalida del trattenimento, il giudice non ha infatti ravvisato gli estremi perché queste donne restassero detenute in un centro di identificazione ed espulsione”.

Rispetto all’intervento dei militari il sindaco Leoluca Orlando aveva parlato di “deportazione” di “cittadine palermitane”. Un’azione contro la quale associazioni come l’Arci, l’Asgi, Adif e il Forum Antirazzista avevano preso posizione con un precedente comunicato sottoscritto anche dalla Cledu. "Si è trattata di un’azione congiunta grazie alla quale, dal punto di vista legale, sono stati difesi i diritti di donne che sono state separate dalle loro famiglie e rischiavano di essere espulse per raggiungere paesi in cui tre di loro non hanno mai neppure messo piede, essendo nate e cresciute a Palermo”.

Il sindaco, sempre attento alle questioni inerenti ai diritti umani, aveva poi commentato: ”Quanto avvenuto al campo rom dimostra la inadeguatezza della normativa italiana che, di fatto, autorizza e anzi incentiva, la deportazione di cittadini che non hanno compiuto alcun reato, ma sono soltanto colpevoli di non avere diritti di cittadinanza”. Nell’ambito del blitz i carabinieri avevano anche messo i sigilli alle baracche di fortuna all’interno delle quali vivono i nomadi del campo, ma per il pm Claudio Camilleri non ci sarebbero stati i presupposti d'urgenza che la legge richiede in caso di sequestri probatori. Il provvedimento del magistrato rimarca l'assenza dei requisiti normativi alla base del sequestro e l'insufficienza degli accertamenti fatti per individuare i reati contestati.

NOTA DELLA REDAZIONE: Il sindaco Leoluca Orlando anche in quest'occasione si è mostrato molto attento alle tematiche dell'immigrazione e dei diritti umani. Già nelle ore successive all'intervento delle forze dell'ordine al campo nomadi si è premurato di intervenire in difesa delle quattro donne. Non possiamo non notare che la stessa solerzia non ci sia stata per esprimere solidarietà al nostro giornalista, Riccardo Campolo, minacciato proprio per un servizio sul blitz al campo Nomadi. Nessuna chiamata, nessuna nota ufficiale. Ne prendiamo atto e andiamo avanti.

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