Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Bimbo in overdose, la madre: “Combatterò per riavere Samuele”

In una lettera dal carcere la donna racconta la sua verità: "Non sono cocainomane, non so spiegarmi cosa sia successo quel giorno. In cella ho trovato tanta solidarietà. Penso sempre a lui e agli altri due miei figli"

"Combatterò per riavere Samuele e gli altri miei figli, non devono darlo in adozione. Io non sono tossicodipendente, tanto che da quando sono in carcere non ho mai sofferto di astinenza". Parla così la mamma del piccolo Samuele, il bimbo di appena 18 mesi arrivato all’ospedale dei Bambini in overdose e con ferite e bruciature sul corpo. In una lettera dal carcere la donna, accusata di maltrattamenti aggravati, racconta in esclusiva a Tgcom24 la sua verità: "Ho provato la cocaina solo due volte ma tanto tempo fa. Molto prima del fatto successo a mio figlio. Ancora adesso non riesco a spiegarmi cos'è successo quel giorno. La notizia che Samuele sta bene ed è stato dimesso fa di oggi uno dei giorni più belli della mia vita. Da quando mio figlio è stato male non ho avuto altro pensiero se non a lui, un tremendo dolore costante che angosciava ogni attimo della mia giornata".

Il figlio della donna è stato per ora affidato ai servizi sociali del comune. Nel frattempo le indagini proseguono: tracce di stupefacenti sono state trovate anche nel sangue degli altri due suoi fratellini mentre resta indagato l'ultimo compagno della 25enne palermitana. "Il mio tempo qui in carcere l'ho passato pregando perchè assistessero Samuele e lo facessero guarire. Qui in carcere ho trovato tanta solidarietà, le mie compagne si comportano da sorelle, dandomi coraggio e speranza. La sera, ed ogni sera, con le mie compagne di cella ci siamo sempre riunite in preghiera per mio figlio, ed oggi so che Dio mi ha ascoltata. Da oggi affronto tutto ciò che mi sta succedendo con animo sereno, convinta che riuscirò a dimostrare la mia assoluta innocenza dinanzi ai Giudici". "Sapendo che Samuele è fuori pericolo - conclude la donna - non ho più pensieri che mi tormentano, alla mia vicenda giudiziaria penserà l'avvocato, io penso solo a quando potrò riabbracciare i miei figli, e gioisco immensamente nel sapere che stanno bene".
 

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