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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Il bimbo di 6 anni morto in vacanza a Sharm, l'inchiesta si complica: serve una rogatoria

Slitta la consegna dell'esito dell'autopsia sul corpo del piccolo Andrea Mirabile, deceduto a luglio. I medici legali per chiudere il cerchio vogliono conoscere le risultanze degli accertamenti compiuti in Egitto e mai trasmessi alla Procura. Necessario l'intervento del ministero

Si complica l'inchiesta sulla morte del piccolo Andrea Mirabile, il bimbo di 6 anni deceduto durante una vacanza a Sharm el Sheikh il 2 luglio scorso: la consegna della relazione autoptica da parte dei medici legali nominati dalla Procura è già slittata rispetto ai tempi previsti (fine settembre) e ora, per concludere gli accertamenti, gli esperti hanno chiesto di poter visionare gli esiti dell'autopsia compiuta in Egitto. Una cosa apparentemente semplice, ma che richiede una rogatoria internazionale. E dei tempi, quindi, difficili da stabilire.

Dopo il decesso del bambino, i suoi genitori avevano presentato un esposto a Palermo e subito era stata aperta un'indagine. Durante la vacanza anche il padre del piccolo si era sentito male e per questo non si esclude che possa essersi trattato di un'intossicazione alimentare, senza scartare però neppure l'ipotesi di un avvelenamento. E proprio per questo l'autopsia è l'esame fondamentale, perché può fornire le risposte, anche circa eventuali responsabilità.

I primissimi accertamenti compiuti dai medici legali (il consulente della Procura è Stefania Zerbo, mentre la famiglia ha nominato Paolo Procaccianti) non si erano rivelati sufficienti per chiarire le cause della morte. Successivamente sono stati compiuti anche gli esami istologici e tossicologici (di cui non si conosce l'esito), ma per chiudere il cerchio i consulenti vogliono conoscere l'esito dell'autopsia compiuta in Egitto.

Il paese nordafricano si era mostrato disponibile a collaborare con le autorità italiane, ma di fatto gli accertamenti compiuti sulla salma di Andrea Mirabile non sono mai stati trasmessi al procuratore aggiunto Ennio Petrigni e al sostituto Vittorio Coppola, che coordinano l'indagine. Occorrerà ora fare una rogatoria documentale, con i necessari passaggi dal ministero e da Roma. E sperare che non ci siano ostacoli.

Peraltro i medici legali avevano rimarcato già in partenza che la salma del piccolo era tornata integra in Italia, ma che comunque mancava il contenuto gastrico (volgarmente ciò che aveva nello stomaco al momento del decesso), un elemento particolarmente rilevante, ma che era stato prelevato dai medici egiziani proprio per fare l'autopsia.

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