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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Suo figlio appena nato morì al Di Cristina e lui spaccò il naso ad un medico: condannato

A Mirko Alfano, padre del piccolo venuto al mondo prematuramente e con un grave tumore ad aprile di due anni fa, il giudice ha inflitto 8 mesi con il rito abbreviato. Quando i dottori gli comunicarono che il bimbo non ce l'aveva fatta si era scagliato contro di loro. Concesso un risarcimento al professionista ferito

Suo figlio non era riuscito a vivere neppure un giorno: era infatti nato prematuramente, a 30 settimane, e anche con una grave forma di tumore. Quando a Mirko Alfano i medici dell'ospedale Di Cristina avevano comunicato che il piccolo non ce l'aveva fatta, lui era scattato come una furia e li aveva aggrediti, spaccando il naso con un pugno ad uno di loro. Adesso Alfano è stato condannato proprio per quelle lesioni aggravate alla pena di 8 mesi con il rito abbreviato. Il gup Piergiorgio Morosini, che ha emesso la sentenza, ha anche liquidato un risarcimento di 4.300 euro al dottore Mario Giuseppe Vallone, che si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Cinzia Calafiore.

La vicenda risale al 7 aprile di due anni fa e suscitò molto scalpore. In realtà la moglie di Alfano, originario dello Zen e difeso dall'avvocato Maurilio Panci, era stata seguita durante la gravidanza all'ospedale Cervello. Ed è lì che il bambino era venuto al mondo, prematuro, nella notte tra il 5 ed il 6. Soltanto dopo il parto i medici si sarebbero accorti però che il piccolo era affetto da un grave tumore e, per cercare di salvarlo, lo avevano trasferito al Di Cristina.

Al padre del bambino sarebbe stato spiegato sin dal primo momento che le speranze di strapparlo alla morte sarebbero state veramente bassissime, che si sarebbe tentato un intervento, ma che quasi certamente il piccolo non ce l'avrebbe fatta. I medici avevano tentato il tutto per tutto, ma alla fine il bimbo non era sopravvissuto. Quando i dottori avevano comunicato la tragica notizia ad Alfano, lui si era scagliato contro di loro "con una violenza inaudita", come l'ha definita poi la Procura. L'imputato con un pugno aveva spaccato il naso a Vallone che, per la ferita era finito al pronto soccorso, ma aveva anche colpito altri tre medici.

Dopo la baraonda nella struttura sanitaria, Alfano venne denunciato non solo per le lesioni provocate a Vallone, ma anche per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. La violenza all'ospedale Di Cristina portò l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, a parlare di "emergenza", viste le sempre più frequenti aggressioni ai danni di medici.

 Alfano ha scelto di essere processato con il rito abbreviato e il giudice lo ha condannato solo per le lesioni provocate a Vallone, concedengogli le attenuanti generiche. Si sono costituiti parte civile anche l'Ordine dei medici e l'ospedale Civico, di cui il Di Cristina fa parte, ai quali però il gup non ha riconosciuto un risarcimento. 

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