Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Biglietti taroccati: a 95 anni a tifare Palermo, ma la nonna Gina non è mai esistita

E' uno dei retroscena che affiora dalla vicenda della maxi truffa sui tagliandi "modificati" per entrare al Barbera che ha portato all'arresto di nove persone. L'inchiesta si allarga: indagati i titolari di altre due ricevitorie. Le tabaccherie coinvolte

Tra gli spettatori di Palermo-Verona, partita decisiva per la salvezza, sulla carta c'era anche un'arzilla tifosa di 95 anni e mezzo. Ma l'intestataria del biglietto, la signora Gina Pitra, nata nel febbraio del 1921, in realtà era solo frutto della fantasia di una ricevitoria che vendeva tagliandi per le partite del Palermo. E' uno dei retroscena che affiora dalla maxi truffa sui biglietti taroccati per entrare al Barbera che ha portato all'arresto di nove persone. La ricevitoria in questione è quella in cui lavorava Michele Fiaschetto, 40 anni, dipendente della rivendita Spinelli di via Garibaldi a Termini Imerese, e uno dei 9 arrestati. Tra i coinvolti nell'indagine risulta la titolare, Rosalia Spinelli, "autorizzata all'emissione dei biglietti che metteva a disposizione di Fiaschetto le credenziali di accesso al sistema informatico e ometteva qualsiasi controllo successivo", scrive il gip Claudia Rosini nell’ordinanza di custodia. 

"Palermo? Comando tutto io" | Le intercettazioni

In particolare, in occasione di Palermo-Verona, match del 2016 poi vinto 3-2 dai rosanero che così festeggiarono la salvezza, Fiaschetto ha emesso 6 biglietti intestate a donne inesistenti aventi diritto a un prezzo ridotto. Tra loro una certa Elena Pitra, nata nel 2002, e Gina Pitra, di 81 anni più anziana. Era l'ultima partita del 2015-16: il meccanismo fraudolento là inizia ad accusare i primi cedimenti. Scattano i primi sequestri di biglietti fasulli, risultati intestati a ragazzini sotto i 14 anni, ad anziani e donne inesistenti o ignari della emissione dei titoli a loro nome. Tutti godevano di una riduzione del 50 per cento rispetto al prezzo intero. Ma questi biglietti poi andavano a finire a maggiorenni - perfino una giovane coppia arrivata dall'Olanda con la passione per il calcio - e anche a tifosi che non avrebbero dovuto nemmeno varcare i cancelli dello stadio dato che erano destinatari dei "Daspo" della questura.

Arrestato il capo ultras del Borgo

E l'inchiesta adesso si allarga: nel mirino degli investigatori della guardia di finanza, stando a quanto emerge, sono finite altre rivendite, a Palermo. E' stato accertato che in cinque tabaccherie, solo per la stagione 2015-2016, sono stati emessi 2849 biglietti intestati a minori under 14 che dopo una consultazione all’anagrafe tributaria sono poi risultati inesistenti (il riferimento è alle partite contro Carpi, Inter, Sassuolo, Roma, Juventus, Udinese, Fiorentina, Milan, Lazio e Napoli).

Le ricevitorie coinvolte sono: la Di Lorenzo di piazza Leoni 42, la Santangelo di via Oreto 467, un bar di via Messina Marine (sul quale però ci sono ancora accertamenti in corso), il punto vendita già citato di Termini Imerese e la tabaccheria Campisi di viale Piemonte 58. Proprio questa ricevitoria ha il record dei biglietti falsi con 2186 titoli. L’anno successivo, il 2016-2017, quello della retrocessione in serie B solo da questi cinque punti vendita sono stati staccati 1184 biglietti a favore di minori sotto i 14 anni, tutti inesistenti. Risultano indagati a piede libero i titolari della rivendita di piazza Leoni, Francesco Paolo Di Lorenzo, 65 anni e quelli della Santangelo, Claudio Santangelo, 66 anni, il figlio Vito di 35 e Angelo Oliveri, anche lui di 35 anni. L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata all'accesso abusivo al sistema informatico per l'emissione di biglietti intestati a soggetti inesistenti.

Un sistema che garantiva vantaggi a tutti. Perché le ricevitorie si assicuravano la vendita di un certo quantitativo di biglietti per ogni partita mentre i bagarini grazie alla rivendita a prezzo maggiorato incassavano i conseguenti profitti, mentre i clienti finali ai quali i titoli erano rivenduti si assicuravano comunque uno sconto rispetto al pagamento del prezzo intero che altrimenti avrebbero dovuto versare attraverso i canali ufficiali.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Biglietti taroccati: a 95 anni a tifare Palermo, ma la nonna Gina non è mai esistita

PalermoToday è in caricamento