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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Migliaia di biglietti dell'Amat falsificati e messi in commercio, arrivano le prime 9 condanne

Gli imputati hanno patteggiato tutti una pena sospesa di un anno e mezzo. Altri 19 sono stati invece rinviati a giudizio. La guardia di finanza scoprì negli anni scorsi una stamperia illegale a Bagheria e una presunta rete di distributori compiacenti, tra edicolanti e tabaccai. L'ex municipalizzata si è costituita parte civile

Arrivano le prime nove condanne - frutto di altrettanti patteggiamenti - per la vicenda dei falsi biglietti dell'Amat, stampati e distribuiti attraverso edicolanti e tabaccai, con la complicità di un dipendente della stessa ex municipalizzata, tra il 2015 ed il 2018. Gli altri diciannove imputati sono stati invece rinviati a giudizio, in tre hanno scelto di essere processati con il rito abbreviato.

La decisione è del gup Maria Cristina Sala, che ha accolto le richieste del sostituto procutatore Pierangelo Padova, che aveva coordinato le indagini della guardia di finanza. L'Amat, con l'assistenza degli avvocati Valentina Castellucci e Corrado Nicolaci, si è costituita parte civile. Il giudice, in relazione ai patteggiamenti per i quali l'azienda non poteva comunque chiedere un risarcimento, ha deciso a sopresa di compensare pure le spese processuali tra le parti. 

Scoperta la fabbrica dei falsi biglietti Amat | Video

A patteggiare la pena (sospesa) di un anno e mezzo sono stati: Cristina Arnetta, Lorenzo Cricchio, Rosaria D'Agostaro, Gaetano Falconieri, Giovanni Federico, Maria Papa, Giacomo Raro, Vincenzo Riccardo e Marco Ventimiglia. Con l'abbreviato saranno invece processati nelle prossime settimane Francesco Carella, Marco Cricchio, e Salvatore Marletta. Mentre per Michele Andria, Vittorio Giuseppe Arezzi, Vincenzo Aversa, Maurizio Campagna, Giuseppina Carella, Pietro Carella, Luigi e Marco Comito, Daniele D'Arpa, Andrea Garofalo, Carlo Gatto, Monica Lercara, Michele Miccichè, Ivan Morgagni, Antonino Russello e Giacomo Sileci il dibattimento davanti al tribunale monocratico inizierà a luglio.

La presunta stamperia illegale di titoli di viaggio dell'Amat era stata individuata a Bagheria e Campagna sarebbe stato sorpreso dagli investigatori proprio mentre stava confezionando i biglietti. Furono sequestrati l'attrezzatura e anche 5 mila tagliandi fasulli. Un imbroglio che, secondo la Procura, avrebbe avuto un valore di 250 mila euro. Durante le indagini, è anche venuto fuori che uno degli imputati, Pietro Carella, avrebbe percepito per 9 anni l'accompagnamento, fingendosi cieco assoluto ed ingannando - secondo l'accusa - la commissione dell'Asp e l'Inps. Avrebbe così intascato indebitamente 145.468 euro.

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