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La lettera di Biagio Conte: "Carissimo Salvini, bisogna soccorrere chi è in difficoltà"

Da 31 giorni il missionario è adagiato sul sagrato della Cattedrale e fa penitenza: in digiuno e in preghiera anche per i diritti dei migranti. Alla vigilia della nuova udienza sul caso Open Arms che si terrà all'Ucciardone, ha deciso di scrivere al leader della Lega

"Carissimo Salvini, spero tanto e speriamo tantissimo che darai una giusta svolta al tuo modo di vivere questa preziosa vita terrena. 'Perché è amando che salveremo l'Umanità', testimonia Raoul Follereau. Carissimo Salvini, hai il dovere di aiutare e soccorrere chi è in difficoltà; è doveroso porgere la mano a chi sta per affondare per salvarlo; così facendo, ti salvi anche tu. Il respingimento è un brutto gesto di disumanizzazione, non è giusto respingere il nostro prossimo". A scriverlo in una lettera aperta indirizzata al leader della Lega, Matteo Salvini, alla vigilia della nuova udienza sul caso Open Arms che si terrà domani nell'Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo è Biagio Conte, il missionario laico fondatore nella cittadella dei poveri che bel capoluogo siciliano dà ospitalità a circa 400 persone in difficoltà.

Da 31 giorni fratel Biagio è adagiato sul sagrato della Cattedrale e fa penitenza: in digiuno e in preghiera anche per i diritti dei migranti. "Carissima Italia, Europa, Inghilterra ed America non commettiamo il grave errore che nel passato si è commesso nei confronti del popolo africano - aggiunge -. Basta all'ennesima Apartheid, a una nuova forma di razzismo e di xenofobia, sforziamoci di imitare un grande difensore dei diritti umani, Martin Luther King. La storia testimonia il prezioso incontro fra i tanti popoli migranti e si scopre, come dice il Buon Dio, che siamo tutti stranieri in terra straniera. Nessuno deve ritenersi titolare di un metro quadrato di questa terra. E' giusto e doveroso comprendere che siamo frutto di tanti popoli e che siamo veramente tutti fratelli e sorelle in questa benedetta terra".


 

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