Biagio Conte al dodicesimo giorno di digiuno: "Debelliamo dipendenze e consumismo"

Il missionario che si è ritirato in una grotta dell'entroterra è stato anche male, ma continua a pregare e lancia un appello all'umanità: "Droga, alcol, sigarette e scommesse sono il nuovo male sociale, a rischio tantissimi giovani"

Biagio Conte

Al dodicesimo giorno di digiuno e dopo essere stato anche male, Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e Carità che accoglie 1.100 persone disagiate, continua a pregare, a fare penitenza e a nutrirsi solo di eucarestia, in una grotta dell’entroterra siciliano. Il missionario ora lancia un nuovo messaggio e si appella a tutta l'umanità.

"Siamo tutti responsabili di aver realizzato una non corretta e sana società - dice Biagio Conte - l’abbiamo resa debole, fragile e molto vulnerabile. Abbiamo trasmesso ai giovani e ai meno giovani un modo di vivere sbagliato fatto di materialismo e consumismo, di piaceri, di divertimento e di esteriorità, formando persone che recitano tanti copioni, senza più rispettare e valorizzare il proprio corpo, il nostro prezioso interiore, la nostra mente e il nostro spirito. Non ascoltiamo più il nostro cuore e così ci usiamo come degli oggetti 'usa e getta': quando mi servi ti utilizzo, 'mi stai bene', ma quando non mi servi più ti 'cestino'. Non c’è più rispetto fra uomo e donna anche nel modo di vestire, non c’è più fratellanza, solidarietà, umanesimo e aiuto reciproco soprattutto per chi è in difficoltà. E se i giovani e i meno giovani di oggi commettono questi errori è perché siamo schiavi delle dipendenze negative dell’alcol, delle droghe, delle sigarette. E' grave che nessuno intervenga, sembriamo tutti consenzienti e permettiamo questo mal di vivere. Non è giusto additare la colpa solo ai giovani come se fossero la causa di tutti i mali, ma noi adulti siamo responsabili perché abbiamo dato loro un mondo non giusto, vuoto, sterile e pieno di negatività". 

Da qui l'appello, anche a chi governa l'Italia e gli altri Paesi del mondo: "Perché non prendiamo l’esempio dai provvedimenti repentini messi in atto per contrastare la pandemia? Per evitare il contagio e la morte, in pochissimo tempo sono state varate leggi restrittive, per non uscire di casa, con l’obbligo di non andare al lavoro, nei locali, pub, discoteche, in vacanza, in chiesa. Perché - afferma ancora il missionario - non si tutela la salute di ogni persona vietando il consumo e l’utilizzo di alcol, droghe leggere, sigarette, scommesse?".

Continua Biagio Conte: "Non è giusto vivere così, questa società è malata, anzi queste piaghe delle dipendenze sono una continua e interminabile 'pandemia dell’egoismo' che da anni sta contagiando tantissimi giovani, mettendo a rischio le nuove generazioni. Per il bene di tutta la società - conclude - è nostro dovere intervenire e non essere più cittadini-spettatori, ma responsabili, per debellare tutti insieme questo malessere che sta opprimendo tutta l’umanità: è giusto 'convertirsi' al bene e non al male".

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