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Cronaca

Beni confiscati: un patrimonio negato alla società civile

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il calderone che è stato scoperchiato sulla gestione dei beni confiscati, sembra non aver intimorito ne la politica ne rappresentanti delle istituzioni che continuano colpevolmente a sottovalutare il problema abitativo. La politica che sembra non trovare (?) una soluzione al problema serio sullo stato di povertà in cui versano parecchie famiglie tra le quali molte di loro sono costrette a vivere sotto i ponti o trasformano le proprie auto in abitazioni. La gestione di appartamenti confiscati alla mafia, nonostante gli scandali, continua a dare "TITOLARITA'" a personaggi "illustri" che dal canto loro dicono di lottare contro la mafia ma che di fatto l'unica lotta che si intravede è l'accaparramento dei beni. DI CHI SONO I BENI CONFISCATI? Un tempo appartenevano ai mafiosi.

Un patrimonio costruito con l'attività illecita e criminale. Ai tempi, quando la mafia era più fiorente e più potente e faceva affari anche con personaggi delle istituzioni e politiche (come si evince dai numerosi processi effettuati) nessuna associazione si sognava di andare in giro a professarsi contro la mafia. Pochi erano quei cittadini che si opponevano e parecchi ci hanno rimesso la vita. LA LOTTA ALLA MAFIA OGGI COME ALLORA SONO SEMPRE GLI STESSI A FARLA SERIAMENTE E SONO LE FORZE DI POLIZIA. Oggi di associazioni se ne contano migliaia. Tutti che si "sparano" la posa nei convegni, nei salotti e laddove c'è la possibilità di "ARRAFFARE" qualche contributo. Sia esso in denaro o che si tratta di un bene confiscato.

Quanti sono oggi i poliziotti che vivono in condizioni disagiate e ottenere un bne confiscato li aiuterebbe? Il Prefetto Postiglione, direttore dell'Agenzia dei Beni Confiscati non ha mai sentito la necessità di ricevere i poliziotti soci della Cooperativa.COPS. Cooperativa costituita da soli poliziotti in servizio attivo nella provincia di Palermo. Il Direttore mon riceve i polizotti ma probabilmente andava a cena con altri che poi sono risultati responsabili di una gestione "molto allegra dei beni confiscati". I soci della nostra cooperativa intendono "comprarsi" una casa che per varie ragioni non possono accedere al mercato immobiliare. Intendono pagarlo il bene che E' DELLO STATO E PRIMA ERA DEL MAFIOSO.

I nostri soldi l'erario li potrebbe poi utilizzare per aiutare le famiglie bisognose. Tutto questo è legge dal 2011 e noi ci siamo costituiti in cooperativa nel 2012. Perchè IL DIRETTORE POSTIGLIONE NEGA UN INCONTRO CON I POLIZIOTTI? Il Vice ministro Bubbico in una interrogazione parlamentare ebbe a dire che nessuna cooperativa di poliziotti ha mai fatto richiesta di di comprare i beni confiscati. NON E' VERO. All'agenzia dei beni confiscati giace una nostra richiesta di 177 appartamenti. Se solo 100 di questi appartamenti venissero venduti entrerebbero nelle casse dello stato milioni di euro che potrebbero dare respiro a molte famiglie meno abbienti. Sapete quanti appartamenti giacciono inutilizzati Solo qualche migliaio. L'agenzia li assegna ai vari enti e gli enti li fanno marcire o peggio diventano oggetto di occupazione abusiva RECANDO CONSEQUENZIALMENTE degrado sociale. La necessità ormai si sta mescolando con la rabbia e la società civile comincia ad alzare la testa. Politica ed istituzioni devono immediatamente intervenire su un problema che potrebbe diventare pericoloso.
NOI ABBIAMO LA SOLUZIONE E SIAMO LA SOLUZIONE. CHI ALTRI MERITANO UN PO PIU' DI ATTENZIONE IN QUESTO PAESE...?

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