Cronaca

Beni confiscati, anche Chiaramonte lascia Palermo: sì del Csm al trasferimento

La richiesta era stata avanzata dallo stesso magistrato, indagato dalla procura di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei beni confiscati che ha portato alla sospensione dell'ex presidente della sezione misure di prevenzione Silvana Saguto

Il giudice Lorenzo Chiaramonte lascia il tribunale di Palermo alla volta di Marsala. Il suo non è un trasferimento di "routine" o un normale avvicendamento, ma un'altra delle conseguenze del terremoto che ha travolto il palazzo di giustizia del capoluogo siciliano. Chiaramonte è infatti una delle toghe della sezione misure di prevenzione del tribunale indagate dalla procura di Caltanissetta nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dei beni confiscati. 

L'ipotesi della procura Nissena è che l'intero settore fosse gestito in modo personalistico, ricavandone benefici privati, che ci fosse un vero e proprio "sistema" basato su favori reciproci a vantaggio di pochi. Al centro della bufera soprattutto l'ex presidente della sezione, Silvana Saguto, già sospesa da stipendio e funzioni.

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Il via libera al trasferimento è arrivato dal plenum del Csm, che ha accolto la richiesta avanzata dallo stesso magistrato di un trasferimento "in prevenzione", cioè per evitarne uno d'ufficio per incompatibilità ambientale. Un primo nulla osta era arrivato dalla prima commissione, ma serviva l'ok del plenum perchè la decisione diventasse esecutiva.

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