Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Beni confiscati come "un affare di famiglia", il presidente del Tribunale: "Avviati accertamenti"

La procura di Caltanissetta ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di corruzione il giudice Silvana Saguto, a capo della sezione misure di prevenzione. Con lei anche il marito e l'avvocato Cappellano Seminara

Foto archivio

Nuovi veleni agitano il palazzo di giustizia di Palermo. Il presidente del Tribunale, Salvatore Di Vitale, ha reso noto di avere avviato "fin dal proprio insediamento accurati accertamenti sull'attività della sezione misure di prevenzione". Di Vitale parla attraverso una nota diramata nella tarda serata di ieri dopo l'ufficializzazione da parte della Procura nissena di un'indagine a carico della presidente di sezione, Silvana Saguto. Indagati anche il marito (che ha curato delle consulenze ndr) Lorenzo Caramma e l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, che gestisce buona parte dei beni sequestrati a cosa nostra.

Pesanti le ipotesi di reato. Caltanissetta indaga su presunti "fatti di corruzione, induzione, abuso d'ufficio, nonchè delitti a questi strumentalmente o finalisticamente connessi, compiuti dalla presidente nell'applicazione delle norme relative alla gestione dei patrimoni sottoposti a sequestro di prevenzione, con il concorso di amministratori giudiziari e di propri familiari".

Nei mesi scorsi il prefetto Giuseppe Caruso (allora direttore dell'Agenzia per i beni confiscati ndr.) aveva sollevato il caso parlando di "parcelle d'oro" per l'avvocato Cappellano Seminara. I rilievi erano stati portati anche all'attenzione della commissione parlamentare antimafia, ma erano stati giudicati "non esaurienti" dalla presidente Rosi Bindi.

E mentre la diretta interessata nega ogni addebito e garantisce la correttezza del proprio operato, il presidente del tribunale precisa che "preso atto dei provvedimenti adottati dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta e ritenuto che, nonostante la complessa interlocuzione con il Presidente della Sezione, non sono ancora pervenuti i dati richiesti nella loro completezza, ha emesso, in data odierna, un provvedimento con il quale ha disposto una diretta e definitiva verifica. Tutti i dati emersi fino a questo momento sono stati comunicati al Csm e al Ministero".

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