Belmonte, 111 mila euro per riqualificare l'antico Stagnone per la raccolta dell'acqua

L'intervento finanziato dalla comunità europea prevede il recupero della struttura che dal 1752 raccolta l'acqua piovana e quello della sorgente Giarritedda

Da sinistra Onofrio Scaletta, Rita Siragusa, Giuseppe Di Liberto, Giuseppe Sciarabba

L'antico stagnone di Belmonte Mezzagno sarà riqualificato con un finanziamento europeo di 111 mila euro ottenuto dall'amministrazione comunale che ha aderito ad un bando emanato dal Gruppo azione locale Terre Normanne nell'ambito del Programma di sviluppo rurale 2014/2020 della Regione Siciliana. Il direttore del Gal, Giuseppe Sciarabba, nei giorni scorsi ha consegnato il progetto agli assessori Onofrio Scaletta e Rita Siragusa, alla presenza del geometra Giuseppe Di Liberto.

Gli interventi sulla struttura che dal 1752 raccoglie sia l'acqua piovana che quella della sorgente Giarritedda per sopperire alle carenze del paese si sono resi necessari per i segni di degrado causati dall'umidità. "Si procederà con una prima pulitura delle pareti interne - spiega Sciarabba - per poi proseguire con un trattamento con malta cementizia osmotica. Sulla pavimentazione, invece, sarà realizzato un vespaio areato al di sopra del piano di calpestio esistente. Sopra il vespaio verrà posata la nuova pavimentazione in piastrelle. Sulla copertura, che verrà impermeabilizzata, sarà installato un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica nel rispetto dell'ambiente".

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Lo stagnone, capace di contenere fino a 1.715 metri cubi di acqua, è un'opera ipogea costruita interamente sulla roccia viva, costituita da pietra di roccia. Nel 2003, nell’ambito del Por Sicilia 2000-2006, era stato fatto un intervento di ristrutturazione, per destinare la struttura a museo. "Per i comuni - dice Sciarabba - ricorrere ai fondi europei è ormai una via quasi obbligata per realizzare progetti di riqualificazione non realizzabili con forme di finanziamento ordinarie. Per destinare le risorse in modo efficiente - conclude - è necessario ascoltare i territori per comprenderne i bisogni, confrontarsi sui problemi per trovare le soluzioni, quindi tradurre le soluzioni in programmi per contribuire alla crescita della Sicilia".

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