L'omicidio a Belmonte, cugino del pentito Bisconti freddato in auto: c'è l'ombra della vendetta di mafia

Il corpo di Antonio Di Liberto, fratello dell'ex sindaco del paese, è stato trovato nella sua Bmw in via Umbria. Sul parabrezza i fori di quattro colpi di arma da fuoco, a terra sei bossoli. Nella vettura anche una sigaretta ancora accesa. La disperazione della moglie che sentendo gli spari ha tentato di contattare il marito

Il luogo dell'omicidio

L'eco degli spari - uno, due, tre, quattro in rapida successione - stamani ha svegliato chi abita appena fuori Belmonte Mezzagno. Sono da poco passate le 9 quando il telefono del 118 e dei carabinieri comincia a squillare: "In via Umbria c’è un uomo riverso in un’auto, è privo di sensi". Poco dopo la macabra scoperta: Antonio Di Liberto, commercialista di 49 anni incensurato, è stato ucciso. Quattro colpi di arma da fuoco fatali per l’uomo, molto noto nel paese a una manciata di chilometri da Palermo. Di Liberto era fratello dell’ex sindaco, Pietro, e anche cugino di Filippo Bisconti, il boss di Belmonte Mezzagno arrestato nel blitz Cupola 2.0 perché ritenuto uno dei protagonisti del nuovo vertice mafioso e da alcuni mesi collaboratore di giustizia. 

Omicidio a Belmonte, ucciso il fratello dell'ex sindaco e cugino del pentito Bisconti

di liberto-3Il fragore dei colpi è arrivato fino alle orecchie della moglie di Di Liberto (nella foto), in quel momento a casa. Un rumore che l’ha preoccupata, insospettita, stranita. "Hai sentito? Ma non è stata ancora aperta la stagione della caccia" avrebbe detto subito alla sorella che era con lei. La preoccupazione ben presto si è trasformata in ansia. Il marito era da poco uscito da casa. Lei lo ha chiamato, ma il suo cellulare squillava a vuoto e allo studio - le dicono al telefono - non è ancora arrivato. Pochi minuti per scoprire che gli spari che aveva sentito erano quelli di un omicidio e che il corpo senza vita trovato in una Bmw vicino casa era quello del marito. 

Di Liberto, che è stato raggiunto dai colpi di pistola mentre si trovava nella sua auto, non ha precedenti penali. La Scientifica lo ha trovato seduto sul sedile lato guida, ma con il busto riverso sul sedile del passeggero. Sei i bossoli trovati a terra, sul ciglio della strada. Quattro invece i fori sul parabrezza. Altri sono stati trovati sulla nuca e sulla schiena. Da chiarire se siano di uscita o se chi ha sparato lo abbia colpito sia frontalmente sia alle spalle.

 Le immagini dal luogo del delitto | Video

Dentro la sua berlina, trovata ancora accesa, anche una sigaretta che si è consumata da sola. Di Liberto stava aspettando qualcuno? O una volta salito in auto aveva acceso una sigaretta che però il killer o i killer non gli hanno dato tempo di finire? Interrogativi a cui dovranno rispondere gli inquirenti. Le indagini sono coordinate dalla Dda. 

La parentela con il pentito Bisconti non è sfuggita agli inquirenti, che adesso non escludono alcuna pista e stanno sentendo amici e parenti della vitima. Di Liberto potrebbe essere stato ucciso per vendetta. Una vendetta trasversale, che potrebbe essere un segnale di avvertimento al boss pentito. Bisconti, infatti, ha dato poco scelto di collaborare con la giustizia raccontando agli investigatori gli affari della mafia di Santa Maria di Gesù e Villagrazia. Ecco perché adesso, al vaglio del reparto operativo dei carabinieri di Palermo che segue le indagini, in campo ci sarebbe anche l’ipotesi di un "messaggio" inviato proprio al neo pentito. I militari hanno sequestrato anche le telecamere di sorveglianza di un'abitazione non lontana dal luogo del delitto.

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Si torna a sparare così a Belmonte Mezzagno. A inizio anno a essere crivellato è stato Vincenzo Greco, trovato morto lungo via Portella della Paglia, una diramazione della strada provinciale 38 che porta a Santa Cristina Gela. Operaio edile palermitano incensurato di 36 anni, anche in quel caso, fu trovato ucciso all’interno della sua auto. A notare quella vettura furono passanti. I militari trovarono Greco all'interno dell'abitacolo, con lo sportello ancora chiuso. Sembrerebbe che al momento dell'agguato, anche in quel caso, il manovale fosse da solo. 

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