Ok dal Consiglio agli extra costi di Rap: il Comune pagherà 9,7 milioni per i "viaggi" dei rifiuti

L'Aula ha approvato con 16 sì e 5 no il debito fuori bilancio maturato lo scorso anno per il trasferimento dell'immondizia nelle discariche catanesi dopo la saturazione di Bellolampo. Il sindaco: "Futuro più sereno". M5S: "E' il fallimento del 'sistema Palermo' targato Orlando"

Il Consiglio comunale, riunito in seduta telematica, ha approvato oggi pomeriggio a maggioranza (16 favorevoli e 5 contrari) la delibera per il riconoscimento di un debito fuori bilancio relativo ai costi sostenuti dalla Rap nel 2019 per il trasporto fuori provincia dei rifiuti indifferenziati dopo la saturazione della sesta vasca di Bellolampo. La maggioranza orlandiana ha bocciato l’emendamento Forello, sposando la linea dell'amministrazione e respingendo i tentativi delle opoosizioni di scaricare le responsabilità su Giunta e uffici. 

Il voto permetterà il saldo nei prossimi giorni di diverse fatture emesse dall'azienda per 9,7 milioni di euro riferiti al periodo fino al 31 dicembre scorso. Per gli assessori all'Ambiente Sergio Marino e al bilancio Roberto D'Agostino, "è rilevante che il Consiglio abbia di fatto riconosciuto che il Comune e la Rap sono stati in questa vicenda vittime di ritardi e, in alcuni casi comportamenti gravi soprattutto da parte dei gestori privati delle discariche. Ora occorre proseguire in un percorso di progressivo aumento della differenziata, garantendo all'azienda quanto le spetta".

Il sindaco Leoluca Orlando sottolinea "la valenza politica di un voto che conferma il sostegno della maggioranza del Consiglio comunale alla Rap e ai suoi lavoratori; permettendo di affrontare in modo più sereno un periodo certamente difficile per tutte le aziende partecipate dai Comuni. Credo che oggi la maggioranza del Consiglio comunale abbia dimostrato grande maturità con un voto che è certamente impegnativo ma che dimostra anche grande lungimiranza".

Piovono però critiche dalle opposizioni. Il M5S attacca: "L'approvazione della delibera sul debito fuori bilancio in favore di Rap, in assenza peraltro di un bilancio di previsione, certifica definitivamente il fallimento nella gestione dei rifiuti e nella raccolta differenziata e, più in generale, il fallimento del "sistema Palermo" targato Orlando". Così Antonino Randazzo, Concetta Amella e Viviana Lo Monaco, che rilevano "la totale assenza di pianificazione economica e di programmazione politica, a favore di un perdurante e sistematico scaricabarile da parte dell'amministrazione comunale su altri soggetti, con l'attribuzione di responsabilità non imputabili alla Rap, società partecipata vittima del proprio socio unico, e che dovrebbe ricevere l'importo economico corrispondente ai costi già sostenuti".

"Solo questo potevamo aspettarci da un'amministrazione inchiodata all'incapacità di affrontare i problemi atavici della città: dall'emergenza conti, a quella economico-finanziaria di Rap, Amat e Reset Chiediamo agli artefici del papocchio sui rifiuti, agli assessori D’Agostino e Catania, nonché al presidente Norata, immediate dimissioni".

Il gruppo Avanti sottolinea invece il "senso di responsabilità" del Consiglio, pur rimarcando che "i consiglieri e le consigliere che come noi hanno votato favorevolmente la delibera si sono assunti pesantissime responsabilità, soprattutto personali, considerato che detta delibera è arrivata con i pareri non favorevoli da parte del ragioniere generale nonché dei revisori dei conti. Abbiamo però tenuto conto del concreto rischio di un'emergenza  igienico-sanitaria che poteva verificarsi in città qualora Rap non fosse stata messa nelle condizioni di pagare il trasporto ed il conferimento extraurbano".

La questione degli extra costi non si risolve con l'approvazione di questa delibera. Da "coprire" ci sono anche le spese del 2020. "E' indispensabile - concludono i consiglieri di Avanti insieme - che l’amministrazione comunale senza indugio chieda alla Regione il rimborso delle spese aggiuntive che la Rap ha già affrontato e quelle che affronterà in conseguenza del persistente ritardo nella realizzazione della settima vasca".

"Il Consiglio Comunale - affermano i consiglieri di Sinistra Comune: Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando, Marcello Susinno - è stato chiamato a riconoscere i costi sostenuti dalla Rap per  un servizio effettivamente svolto. Non riconoscere il debito avrebbe significato scaricare sull’azienda e soprattutto sui cittadini e le cittadine responsabilità che risiedono da tutt'altra parte e che l’amministrazione dovrà far valere nelle sedi opportune. Soprattutto in questo periodo di pandemia occorreva scongiurare il pericolo di una emergenza igienico-sanitaria in città.  Questa vicenda pone con prepotenza la necessità di superare la logica del conferimento dei rifiuti in discarica e di investire seriamente sul riciclo e il riuso, potenziando il sistema pubblico di raccolta".

"L’approvazione del debito fuori bilancio che copre gli extra-costi dovuti alla chiusura di Bellolampo - dice Dario Chinnici, capogruppo di Italia Viva a Sala delle Lapidi - evita di creare un buco nei conti della Rap, tutelando i lavoratori che nonostante le grandi difficoltà di questi mesi hanno garantito i servizi e mantenuto la città pulita. Adesso però è necessario che la Regione Siciliana acceleri sulla costruzione della settima vasca, per evitare che i costi lievitino in modo insostenibile".

In merito al debito fuori bilancio approvato oggi, i consiglieri Ugo Forello e Giulia Argiroffi (gruppo Oso) hanno fatto partire una segnalazione alla Corte dei conti sezione controllo e un esposto alla procura della Corte dei conti. No si è fata attendere la contromossa di Orlando, che ha dato mandato alla segreteria generale di trasmettere come per legge alla Corte dei conti quanto prima la delibera approvata ieri dal Consiglio comunale, nonché l'ultima delibera di Giunta relativamente al debito fuori bilancio per la Rap.

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"La maggioranza del Consiglio comunale - dichiara Orlando - ha assunto ieri un provvedimento di grande lungimiranza per una azienda e per servizi strategici alla città, il tutto senza gravare sui cittadini con aumenti della Tari. Credo quindi necessario ed urgente sia messo un punto fermo su questa vicenda che permetta all'azienda e ai suoi lavoratori di proseguire con serenità sottraendosi a speculazioni e polemiche politiche che non giovano alla città".

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