Caos a Bellolampo, Norata nel mirino: "Potrei dimettermi, Orlando dica se ha fiducia in me"

Dopo il blitz del Noe in discarica e gli attacchi del sindaco, il presidente della Rap si è preso il weekend per decidere se rimanere o meno alla guida della partecipata. "Ero tra l'incudine e il martello: ho messo al primo posto la città, chiedo rispetto". L'assessore Marino: "Non aveva alternative"

"Non è una decisione che prenderò a cuor leggero, ma sto valutando se dimettermi da presidente della Rap. Mi sono preso questo weekend per ragionarci, anche con la mia famiglia". Lo dice a PalermoToday Giuseppe Norata dopo che i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) due giorni fa hanno acquisito dei documenti relativi alla gestione della discarica di Bellolampo e dopo che il sindaco Leoluca Orlando lo ha attaccato per l'assenza di ieri in Consiglio comunale dove si è discusso della possibile mobilità interaziendale di alcuni lavoratori da Reset a Rap. 

Norata è nell'occhio del ciclone: da un lato la discarica sommersa dai rifiuti, che potrebbe portarlo al centro di un'inchiesta giudiziaria; dall'altro le parole del primo cittadino, che suonano come una sorta di "distanziamento politico". Il manager dell'ex municipalizzata al momento afferma di avere in mano "solo il verbale del Noe, che giovedì ha effetuato un'acquisizione documentale negli uffici di Bellolampo" e non sarebbe indagato. Al di là dell'aspetto giudiziario, c'è quello politico. La bordata del sindaco nei confronti di Norata non sembra casuale: dietro ci sarebbe l'intenzione di mollarlo? "E' probabile che sia io a scaricare altri..." risponde Norata, che si rivolge direttamente a Orlando: "Il sindaco dica chiaramente se ha ancora fiducia in me".

Nelle prossime 48 ore, il presidente della Rap si determinerà sull'ipotesi di dimissioni. Intanto si sfoga: "Sui rifiuti non se ne può fare politica. E' da due mesi che chiedo, a Comune e Regione, le nesessarie ordinanze per poter affrontare e risolvere i problemi. Non si può proporre alla quinta città d'Italia soltanto di portare i rifiuti fuori dalla Sicilia. Io sono sereno e allo stesso tempo consapevole della gravità della situazione. Più di quello che ho fatto finora però non potevo fare. Ero tra l'incudine e il martello: lasciare l'immondizia nelle strade di Palermo oppure ammassarla sui piazzali di Bellolampo, ho scelto questa seconda via con senso di responsabilità nei confronti dei cittadini. Perché io metto al primo posto la città e chiedo rispetto".

Rispetto che, secondo Norata, "non ha avuto il sindaco". Non le manda a dire il presidente della Rap, che infine rivela: "Ho penalizzato la mia parte politica (Italia Viva, ndr) pur di mettere al primo posto l'interesse dei cittadini. Mi sarei aspettato di essere convocato in Consiglio per dibattere dell'emergenza che c'è a Bellolampo, con tutto il rispetto per la situazione della Reset. E invece vengo accusato dal sindaco di comportamento irrispettoso...". 

Così invece si è espresso l'assessore comunale all'Ambiente Sergio Marino: "Siamo certi che il presidente, avendo operato in regime di emergenza determinato da fattori estranei alla sua responsabilità o a quella del Comune, quali i ritardi per la realizzazione della settima vasca e la mancanza di idonei impianti ove conferire rifiuti in Sicilia, dimostrerà di aver fatto il bene della collettività senza avere altre alternative".

Poi Marino fa chiarezza sulle ordinanze riguardanti Bellolampo e la gestione dei rifiuti: "Un primo provvedimento per trasferire nella sesta vasca anche i rifiuti attualmente stoccati nel piazzale, richiesta da Rap e proposta dal Comune all'Arpa, è stata respinta perché ritenuta non idonea a garantire il rispetto dei presidi ambientali. Analogamente è stato espresso parere negativo ad un nuovo atto chiesto dall'azienda, per ulteriore utilizzo dei piazzali dell'impianto di Bellolampo. E' evidente che il sindaco non può emettere alcun provvedimento in materia ambientale che abbia un parere negativo da parte dell'Agenzia regionale e, quindi, si sta lavorando a ulteriori ordinanze in condivisione tanto con Rap quanto con Arpa. Intanto, lunedì un primo provvedimento permetterà di conferire 7.000 metri cubi in sommità alla sesta vasca; mentre la Regione ha già ricevuto tutta la documentazione per valutare il progetto per il conferimento, sempre nella sesta vasca, di ulteriori 25 mila tonnellate, come parte del progetto complessivo di risagomatura finale dell'area. In questo momento certamente delicato siamo tutti impegnati per affrontare i problemi e credo che solo con unità di intenti potremo risolverli".

Al fianco di Norata si è schierato Dario Chinnici, capogruppo di Italia Viva In COnsiglio: "Prima ancora di essere un tecnico preparato, un professionista serio e un manager capace, Giuseppe Norata è anzitutto una brava persona. Da presidente della Rap, dopo la chiusura di Bellolampo e nella più totale solitudine di fronte all'emergenza, aveva davanti due strade: lasciare che Palermo si riempisse di rifiuti o stiparli in discarica, pur sapendo che questo lo avrebbe esposto a una responsabilità penale. E lui non ha mai avuto dubbi, preferendo pagare di persona colpe altrui pur di non gettare la città nell'ennesima crisi. Voglio dirgli grazie e sperare che il Comune si ricordi che la Rap è una società dei palermitani".

"La situazione a Bellolampo è gravissima - commenta Antonino Randazzo, capogruppo M5S a Sala delle Lapidi - La gestione dei rifiuti indifferenziati rischia di fermarsi. Non c'è più tempo: siamo in piena emergenza ed occorre uno sforzo maggiore da parte della Srr, dell’amministrazione comunale, la Regione per concretizzare rapidamente tutte le soluzioni proposte dalla Rap per liberare le aree a Bellolampo e riattivare la piena funzionalità del Tmb e del ciclo dei rifiuti urbani".

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