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L'incendio a Bellolampo

L'incendio a Bellolampo

Bellolampo, sei giorni d’inferno Polemiche sulla gestione dei rifiuti

Il Canadair si rifornisce nel mare dell'Addaura e fa la spola con la collina alla periferia della città. Si prevede che il conferimento dei rifiuti nella discarica non potrà riprendere regolarmente prima di un mese

Non si estingue ancora l'incendio della discarica comunale di Bellolampo. La quinta vasca di raccolta brucia da domenica scorsa e stamattina all'alba un Canadair ha ripreso i lanci di acqua. Nella zona aleggia una nube biancastra, che secondo i tecnici è costituita da vapore. Malgrado le rassicurazioni, e nell'attesa che si eseguano verifiche su eventuali concentrazioni di diossina non rilevabili immediatamente, tra i residenti monta la preoccupazione mentre cresce anche la polemica sulle operazioni di spegnimento.

Il Canadair si rifornisce nel mare dell'Addaura e fa la spola con la collina alla periferia della città dove sorge la discarica, mentre nell'impianto si continua a riversare terra nella vasca per soffocare i focolai che ardono sotto i cumuli di pattume. In questa situazione, si prevede che il conferimento dei rifiuti nella discarica non potrà riprendere regolarmente prima di un mese. Un quadro che tiene la città sull'orlo di una nuova emergenza. Ieri la Protezione civile ha autorizzato l'apertura all'interno dell'impianto di una "stazione di trasferenza" dove ammassare la spazzatura per poi 'esportarla' fuori provincia. Lo svuotamento dei cassonetti è ripreso, ma in molti punti della città si sono formati mucchi di rifiuti che mariscono nella calura.

L'incendio, ha accertato l'Arpa, è doloso e la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta al momento contro ignoti. Cresce però la polemica su come viene gestita la situazione. "Si è affrontata l'emergenza in maniera inadeguata, sono stati sottovalutati gli effetti dei fumi sulla salute dei cittadini è come se in presenza di un cancro si somministrasse un analgesico", attacca il deputato regionale del Pd, Pino Apprendi, che aggiunge: "Probabilmente gli stessi strumenti usati per il rilevamento dei gas non corrispondono alle reali esigenze". Il parlamentare osserva ancora che "ancora oggi, su 6 mezzi pesanti, soltanto uno era in funzione per cui è impensabile che presto si possa spegnere l'incendio".

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