Bellolampo, chiude la sesta vasca: rifiuti palermitani a Catania?

In una nota la Rap comunica che dal 25 luglio "in linea con le previsioni annunciate la discarica avrà esaurito tutti i volumi autorizzati e pertanto si procederà allo stop". Randazzo, consigliere M5S: "Norata dimettiti"

Da lunedì stop ai rifiuti nella sesta vasca nella discarica di Bellolampo. In una nota la Rap comunica che dal 25 luglio (non 22, come comunicato in un primo momento) "in linea con le previsioni annunciate la discarica avrà esaurito tutti i volumi autorizzati e pertanto si procederà alla chiusura". L'amministratore unico Rap, Giuseppe Norata, e il dirigente area impianti, Pasquale Fradella, fanno sapere che gli smaltimenti dei rifiuti prodotti dalla città di Palermo e di altri 21 comuni della provincia "verranno comunque trattati al Tmb e assicurati in altre discariche".

Quando a Palermo sembrava ormai rientrata l’emergenza rifiuti arriva dunque la chiusura della sesta vasca. Un gruppo di associazioni e cittadini intanto ha deciso di aprire una class action con lo scopo di ad ottenere il ripristino del regolare servizio di raccolta dei rifiuti e l’attivazione efficiente della raccolta differenziata. 

"I rifiuti indifferenziati di Palermo trattati dal Tmb da lunedì viaggeranno fra Catania e Siculiana con un aggravio di costi per il 2019 fra trasporto e smaltimento di circa 10-12 milioni di euro - commenta il consigliere del M5S, Antonino Randazzo -. Tutto questo in attesa della realizzazione della settima vasca (a volere essere ottimisti il primo lotto non sarà consegnato prima di aprile-maggio 2020). Altre ipotesi si ritengono non percorribili oltre che non condivisibili anche per questioni ambientali come l’idea di Norata di stoccare presso il piazzale di Bellolampo circa 20 mila ecoballe nei prossimi 3 mesi così come prevedere di abbancare ecoballe in una cava di Altofonte abbandonandole lì a tempo indeterminato". 

"Oneri aggiuntivi cui il Comune di Palermo ha deciso di non farsi carico - ha aggiunto Randazzo - e che l’amministratore unico della Rap non ha preteso assumendosi un grande rischio con la conseguenza che andrà tutto ad aggravare nei conti già precari della società Rap Spa che ricordiamo nel 2018 ha già chiuso con una perdita di 12 milioni di euro e rischia con questi ulteriori costi di andare presto in sofferenza perché le discariche private non accettano dilazioni di pagamento e dovranno essere pagate tempestivamente alla scadenza delle fatture. Basterebbe - chiude Randazzo - già questo per chiedere le dimissioni del presidente Norata".

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