C'è ancora spazio a Bellolampo: si progetta copertura della sesta vasca per riattivare la discarica

I 130 mila metri cubi ancora disponibili per il cosiddetto "capping" permetterebbero il conferimento di 180 mila tonnellate di rifiuti e un'autonomia di 6 mesi. Così la Rap potrebbe interrompere i viaggi dell'immondizia nel Catanese. Norata e Li Causi: "Risparmi consistenti"

Per almeno sei mesi la Rap potrà tornare a conferire a Bellolampo, interrompendo così i "viaggi" dell'immondizia nelle discariche del Catanese. Lo prevede il progetto di copertura della sesta vasca, il cosiddetto "capping", preludio alla chiusura definitiva. In sostanza, c'è ancora uno spazio residuo di 130 mila metri cubi ancora disponibili che può essere riempito di rifiuti (da 150 a 180 mila tonnellate) senza compromettere la stabilità della sesta vasca, che originariamente aveva una capienza complessiva (compresi gli ampliamenti autorizzati) di 1.906.939 metri cubi e che a luglio del 2019 è stata dichiarata satura. 

La possibilità di riutilizzo temporaneo della discarica - emersa durante una riunione tecnica tra Rap, Comune, Srr e Regione, che si è tenuta nei giorni scorsi -  dovrebbe scattare orientativamente a novembre. Prima infatti la Regione dovrà rilasciare tutti i pareri formali affinché si possano abbancare i rifiuti in sicurezza. Decisivo sarà il progetto di "capping" in via di redazione da parte della Rap, che prevede l'installazione di un impianto di captazione del biogas prodotto naturalmente dalla discarica (per la successiva vendita a Snam) e la copertura integrale con un campo fotovoltaico in grado, le prime stime, di alimentare almeno 50 mila abitazioni. Il progetto dovrà essere supportato dalla verifica geotecnica della sagoma completa di planimetria e sezioni. 

Secondo un rilievo topografico dello scorso aprile, l'operazione sarebbe fattibile. La conferma è arivata anche da una delle verifiche semestrali sulla stabilità della discarica effettuate dal geotecnico incaricato da Rap. Su queste basi, è stato condiviso un percorso da realizzare in collaborazione con Comune e Regione per superare le attuali criticità delll'impianto di Tmb (Trattamento meccanico biologico). Rap intende avvalersi dell'ordinanza del presidente della Ragione dello scorso 27 marzo che apre alla possibilità di deroghe per la gestione integrata dei rifiuti alla luce dell'emergenza Coronavirus. In particolare, si tratta di aumentare del 20% annuo (comunque entro un massimo aumento del 40% giornaliero) delle capacità del Tmb e della possibiità di ridurre ad un terzo i termini di tutti i procedimenti autorizzatori, per cui gli uffici possono anche non tener conto dell'ordine cronologico delle richieste e dare priorità all'impiantistica connessa ai rifiuti.

"Confidiamo ovviamente nella possibilità che i tempi di avvio materiale siano rapidi, grazie alle norme semplificate introdotte per l'emergenza Covid" dicono Giuseppe Norata e Roberto Li Causi, rispettivamente presidente e direttore generale di Rap, secondo cui tornare a conferire a Bellolampo "permetterebbe un consistente risparmio economico e dimostrerebbe soprattutto la possibilità concreta che tutto il ciclo dei rifiuti a Palermo possa essere gestito dal pubblico". 

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Bellolampo, in questo momento, è però ancora lontana dalle condizioni di gestione ordinaria: i piazzali sono nuovamente pieni di rifiuti (circa 40 mila tonnellate), a causa dei ritardi di trasferimento negli impianti fuori provinci, e permengono difficoltà sul fronte dell'impiantistica. Inoltre, temendo atti dolosi (incendi in discarica o sabotaggi ai macchinari), il sindaco Leoluca Orlando ha disposto che Rap incrementi, eventualmente chiedendo nell'immediato il supporto delle forze dell'ordine, la vigilanza armata a Bellolampo. Una decisione presa dopo l'incendio di ieri al Tmb di Trapani. 
 

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