Cronaca Tribunali-Castellammare / Piazza della Kalsa

Demoliti muretto e recinzione di un b&b, la Kalsa riscopre una piazzetta e la sua targa

Dopo 6 anni è stata data esecuzione all'ordinanza dirigenziale per la demolizione dei manufatti con cui la titolare del b&b Cleopatra aveva inglobato 68 metri quadrati di area pubblica. Per questa vicenda, un anno fa, è stato condannato per abuso d'ufficio l'ex capo di Gabinetto

Palermo riscoprire una piazzetta alla Kalsa (e la sua targa in marmo) a 6 anni dall’ordinanza di demolizione firmata dal Comune e dopo la condanna dell’ex capito di gabinetto del Comune. Sono 68 i metri quadrati che, dagli scorsi giorni, sono tornati alla collettività a seguito della distruzione di un muretto recintato con cui il gestore di un b&b aveva inglobato nel proprio giardino l’area pubblica con una concessione considerata illegittima.

La storia inizia nel 2012 quando qualcuno si rende conto l’area pubblica in questione è stata "fagocitata" in maniera permanente da una struttura ricettiva cui si accede dal Foro Italico e in cui la titolare, Rosalia Lo Bianco, avrebbe poi piantato alberi e fiori e realizzato un gazebo con copertura in metallo. Il successivo sopralluogo della polizia municipale e dell’allora tecnico dell’Area gestione del territorio Paolo Porretto però ha fatto venire i nodi al pettine.

Nell’atto inviato poi in Procura gli agenti della polizia municipale scrivono alla magistratura riferendo quanto scoperto durante gli accertamenti. L’area comprende un piccolo corpo wc e un gazebo in ferro e vetri, autorizzati con atto di concessione in sanatoria. "Risulta priva di atto autorizzativo - scrivevano alla Procura - l’installazione metallica, quest’ultima priva di copertura, posizionata nel lato a sinistra del gazebo".

demolizione piazzetta kalsa 2-2

Successivamente sono stati ascoltati due architetti della Sovrintendenza che hanno chiarito il quadro normativo in cui si inseriva l’opera oggi demolita: "Il manufatto - speigavano - tuttavia costituisce una porzione della V Edilizia della Marina comunemente chiamato Foro Italico, dichiarata da questa Soprintendenza ‘Bene di preminente interesse pubblico con un valenze storico artistiche'".

A questa dichiarazione si è aggiunta quella della collega che ha chiarito alcuni aspetti: la particella in questione non è sottoposta a vincolo archeologico, ma ricadendo all’interno del centro storico è tutelata da altri vincoli. Da quel momento, con un contenzioso in corso tra l’Amministrazione e il gestore del b&b, la vicenda arriva in Procura e viene indagato per abuso d’ufficio l’ex capo di Gabinetto Sergio Pollicita.

Pollicita, a una settimana dalla determina dirigenziale con cui era stata concessa l’area al privato, avrebbe infatti firmato il contratto di concessione senza la necessaria autorizzazione della Sovrintendenza e senza il parere obbligatorio del settore Centro storico. A un anno dal processo, chiesto al giudice dal sostituto procuratore Luca Battinieri, per l'ex capo di Gabinetto è arrivata la condanna per abuso d’ufficio cui è seguita la sospensione dall’incarico con stipendio dimezzato.

In basso la foto dell'area prima della demolizione

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