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Uno degli scatti inviati con l'esposto

Uno degli scatti inviati con l'esposto

"Un barbiere abusivo al comando dei vigili", esposto di un anonimo in procura

La segnalazione è giunta anche ai gruppi e nelle commissioni consiliari. Gli scatti immortalano qualcuno all'interno di un bagno all'ottavo piano di via Dogali intento a fare barba e capelli. Il comandante Messina: "Non sapevo nulla. La verità è che siamo diventati scomodi"

Per anni avrebbe lavorato all’ultimo piano del comando della polizia municipale facendo barba e capelli ai vigili, all’interno di un bagno trasformato in bottega e in cambio di qualche spicciolo. Il caso è stato segnalato con un esposto anonimo ai gruppi e alle commissioni consiliari, corredato da una serie di foto dove si vede l’uomo all’opera, il cartello con gli orari e i prodotti utilizzati appoggiati sul lavandino. Il comandante Vincenzo Messina afferma di essere all’oscuro di tutto e rilancia: "Potrebbe trattarsi di un tentativo di delegittimare il tanto lavoro svolto in questi ultimi anni con un aumento di controlli e multe. Possibile che ci vogliano ridicolizzare e screditare".

Per il comandante il 47enne ritratto nelle foto, figlio del barbiere "ufficiale" in servizio dai vigili vent'anni fa, si sarebbe riuscito a intrufolare, salendo poi all’ottavo piano per fare barba e capelli ad alcuni colleghi. "Da uomo, oltre che da comandante, non accetto questa operazione di enfatizzazione di una presunta attività abusiva. Lei pensa - spiega a PalermoToday Vincenzo Messina - che se così fosse stato non sarei venuto a saperlo? Nonostante siamo sotto organico di 800 unità, siamo diventati scomodi. Siamo sempre presenti sul territorio, - si sfoga - sequestriamo immobili abusivi, colpiamo la movida selvaggia, interveniamo nelle discariche abusive e ci battiamo contro la mafia. Potremmo mai tollerare una cosa del genere? Non mi sento di biasimare nessuno al momento. Abbiamo aperto un’inchiesta interna - conclude - e attendo la relazione di tre commissari. Se qualcuno ha sbagliato pagherà. Quando cade un albero fa tanto rumore, ma quando cresce una foresta lo fa nel silenzio".

L’esposto anonimo, oltre ad essere arrivato a Palazzo delle Aquile, è stato inviato anche in Procura. "Invito tutti i colleghi informati - spiega Nicola Scaglione, segretario provinciale del sindacato Csa - a presentarsi immediatamente alle autorità giudiziarie e riferire quanto di loro conoscenza. Rimango basito, però, di fronte alle dichiarazioni del comandante, che a 15 anni dal suo arrivo in caserma dichiara sempre di non saperne mai nulla. E non è il primo caso in cui viene fuori che era all’oscuro di ciò che accadeva nel suo comando". Circa vent’anni fa, ai tempi del comandante Carmelo Parisi, c’era una sala da barba (autorizzata) all’interno dell’immobile di via Dogali, dove avrebbe lavorato il padre del 47enne che, in cambio di barba e capelli, avrebbe preso mance di 4 euro al massimo.

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