Ippodromo, pronto bando del Comune: mano tesa ai privati che risaneranno "La Favorita"

Le spese di manutenzione straordinaria saranno compensate con il canone, fissato in 174 mila euro annui. La concessione avrà una durata di 6 anni: gestori chiamati a rimuovere amianto e manufatti abusivi. Introdotta una clausola sociale per assorbire il personale ex Ires. Orlando: "Un nuovo inizio"

Cavalli da trotto dietro l'autostart

A distanza di un anno e otto mesi dalla revoca della concessione all'Ires, colpita da un'interdittiva antimfia, il Comune emana l'avviso pubblico di concessione dell'ippodromo de "La Favorita". Il tanto atteso bando - redatto e firmato dalla dottoressa Rosa Vicari, dirigente del servizio comunale Beni confiscati - è pronto e nei prossimi giorni sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.

La gara per l'affidamento in gestione dell'ippodromo e delle strutture in esso ospitate (incluso il ristorante) verrà aggiudicata con il criterio del massimo rialzo rispetto al canone fissato dalla stazione appaltante, ovvero il Comune, in 174 mila euro all'anno. La concessione durerà 6 anni e non potrà essere rinnovata tacitamente. Potranno partecipare al bando imprese sia in forma singola che associata. Saranno a carico del concessionario le spese di manutenzione ordinaria. Ma anche quelle straordinarie che, come anticipato lo scorso mese di maggio a Sala delle Lapidi dall'assessore al Patrimonio Roberto D'Agostino, potranno essere defalcate dal canone. Una volta pubblicata in Gazzetta ufficiale, la gara prevede 30 giorni per la formulazione delle offerte, che dovranno essere presentate dopo il sopralluogo alla struttura e ai fabbricati annessi. 

Tra le principali disposizioni contenute nel bando, c'è anche l'introduzione di una clausola sociale di salvaguardia per i lavoratori. In sostanza chi si aggiudica la gara "è tenuto ad assorbire prioritariamente il personale dell'ex concessionario (la Ires, ndr), garantendo l’applicazione dei Contratto collettivo nazionale di settore".

L'importo del canone messo a base d'asta - 1.044.000 euro oltre Iva per un arco temporale di sei anni - di per sè non rappresenta un grosso esborso. La vera spesa è il risanamento della struttura, chiusa dalla fine del 2017. Il "tempio" palermitano dell'ippica versa in uno stato di salute per nulla ottimale. Dopo lo sgombero dei cavalli, all'interno dell'ippodromo sono stati riscontrati problemi di non poco conto: nelle scuderie è stata accertata la presenza di amianto e di manufatti abusivi. Inoltre l'impianto necessita di alcuni interventi di manutenzione. A quantificare le somme che servirebbero per rimettere tutto in sesto ci ha pensato l'ufficio tecnico del Comune: 5,8 milioni, di cui 800 mila per la rimozione dell'amianto.

Somme che, in base allo schema di contratto predisposto dal Comune, possono essere compensate con il canone di concessione. Il Comune tende la mano ai privati che risaneranno "La Favorita", che tuttavia dovranno trovare la giusta formula per ammortizzare gli investimenti necessari. "Speriamo che questa procedura rimetta in moto la possibilità di fruizione dell’ippodromo al più presto - dichiara l'assessore D’Agostino - in modo da poter riprendere le attività sportive in tempo per la prossima stagione e poter quindi fruire del contributo ministeriale".

Driver e cavalli da trotto sono stati costretti a traslocare al "Mediterraneo" di Siracusa, dove la convivenza con il galoppo non è per nulla semplice. Il vero problema però è un altro. E cioè il numero delle giornate di corse assegnate dal ministero dell'Agricoltura, che sono state ridotte al minimo. Per il 2019 infatti ne sono state previste soltanto 25, che l'anno venturo potrebbero raddoppiare solo se venisse riaperta "La Favorita". Più corse significa un contributo del ministero più sostanzioso, il che darebbe nuova linfa al comparto. 

"Questo bando - aggiunge il sindaco Orlando - rappresenta un nuovo inizio per la vita dell’ippodromo non soltanto per la ripresa dell’attività delle corse e per gli appassionati di questo sport, ma anche per la possibilità di aprirlo ad altre manifestazioni ed attività, rendendolo fruibile e fruito dai cittadini e dai turisti". Non a caso, l'aggiudicatario della concessione dovrà garantire - direttamente o indirettamente - anche la gestione del ristorante. In caso di gestione indiretta il ristorante dovrà essere affidata a terzi con i requisiti di legge, che dovranno essere preventivamente autorizzati dal Comune. "E’ anche importante - conclude il primo cittadino - che si sia introdotta la clausola sociale, perché i lavoratori dell’impianto hanno già subito un gravissimo contraccolpo dal momento della chiusura”.

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