La Bandita era il mare dei palermitani, sono rimasti 10 pescatori: "Porto atteso da 30 anni"

Le richieste al ministro per il Sud Barbara Lezzi, in visita nel weekend a Palermo, e lo sfogo: "Dobbiamo ancora vedere gente morire perché va a pescare?"

Enzo ha 78 anni, due piccoli occhi azzurri come il mare e la pelle bruciata dal sole di chi, come lui, fin da ragazzo ha fatto del mare il suo mestiere. "Quando ero piccolo mio padre mi diceva: 'Non ti preoccupare devono fare il porto alla Bandita, devono fare il porto'. Mio padre non c'è più, io sono invecchiato e il porto ancora non c'è". Lui rappresenta la storia dei pescatori di questa zona di Palermo e nelle sue parole c'è tutta la speranza e la delusione di un quartiere che da anni sente parlare di una riqualificazione che non è mai arrivata. Nei primi anni '80 alla Bandita c'erano un centinaio di pescatori che ogni mattina prendevano le loro barche e andavano per mare. Oggi, come racconta Enzo all'Adnkronos, ne sono rimasti solo una decina.

Prima ancora di Mondello, era questo il mare dei palermitani. "Il problema non è per me - dice - ma per i giovani che magari vorrebbero anche fare della pesca il loro mestiere ma con il porto in queste condizioni non si avvicinano neanche. Vado per mare da quando ho 11 anni, oggi continuo a farlo ma non esco più ogni mattina: adesso il porto è tutto insabbiato e non posso andare a mare quando c'è un po' di vento".

A dare una mano ad Enzo ci pensa Pino, 57 anni. Anche lui fa parte di quei pescatori che in questa parte della città chiamano 'piccoli eroi', perché nonostante i disagi non hanno mai abbandonato il loro porto. "Il 99% del degrado di Palermo è tutto qui - dice -. Siamo in queste condizioni dal 1988: trenta anni che siamo abbandonati e la rabbia monta". Dove una volta c'era il mare e le banchine, adesso c'è la sabbia e a ridosso le auto parcheggiate. "C'erano tre metri di fondale e una scogliera che prima era bellissima...".

Oggi, Enzo e Pino hanno raccontato tutto questo al ministro per il Sud Barbara Lezzi, in visita nel weekend a Palermo. "Siamo abbandonati dalle Istituzioni, sempre promesse, promesse. Vengono qui a prendere i voti ma non hanno mai fatto nulla - ha detto Pino al ministro -. Per le signore istituzioni, Palermo inizia alla Cala e noi siamo figli di nessuno". Quello che chiedono è un progetto per il porto, lavori che garantiscano prima di tutto la sicurezza. "Devo ancora vedere gente morire perché va a pescare?" chiede Pino, ricordando la tragedia dei tre giovani pescatori morti nel 2013.

"Da Mondello alla Cala ci sono almeno 6-7 approdi, se c'è brutto tempo una barca riesce a ripararsi - spiega -. Partendo da Porticello, prima della Cala, non c'è nessun approdo sicuro e per arrivare alla Cala ci vogliono due ore e mezzo di navigazione... se c'è brutto tempo, si può anche morire". Il ministro ha ascoltato con attenzione le loro parole: "Io non posso arrivare qui e fare il porto - ha detto - ma posso avviare un'interlocuzione con il sindaco. Parliamo, cerchiamo di capire quali sono i problemi e se è una questione di soldi posso aiutarlo". Intanto la Bandita aspetta.

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