Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Dal phishing al "computer crime": boom di truffe informatiche in Sicilia, nel 2020 denunce raddoppiate

Gabriele Urzì, segretario Fabi Palermo, snocciola i dati della polizia postale. "Con il Covid pagamenti elettronici quadruplicati, ecco perché sono cresciuti i furti di identità, dati sensibili e denaro dai conti correnti". L'avvertimento ai clienti delle banche: "Controllate gli estratti conto, usate i servizi di 'notifica movimenti', installate software di protezione e modificate frequentemente le password"

"In un solo anno, sono più che raddoppiati i casi di reati informatici denunciati alle forze dell'ordine in Sicilia. Il Covid ha stravolto le abitudini nel settore bancario, anche in quelle regioni del Sud tradizionalmente più 'affezionate' a forme di pagamento classiche". A dirlo è Gabriele Urzì, segretario provinciale Fabi Palermo e responsabile Salute e Sicurezza del sindacato, secondo cui "l'aumento vertiginoso di truffe informatiche, furti di identità e dati sensibili, utilizzo illecito di carte di credito, furti di denaro dai conti correnti è legato al massiccio incremento dei pagamenti elettronici: gli acquisti online sono infatti quadruplicati". 

Secondo dati della polizia postale, nel 2020 in Sicilia i casi denunciati di utilizzo illecito di carte di credito e phishing sono stati 1.410, con 9 persone denunciate. In totale sono stati trattati 1.698 casi per truffe online, con 418 persone indagate. Nell’ambito del "computer crime", ovvero il furto d’identità, gli attacchi informatici, e l’installazione di malware, la polizia postale ha registrato 794 casi con 28 persone denunciate. Per altre tipologie di delitti, si contano 374 casi con 102 persone denunciate.

Altro fenomeno dilagante è il cosiddetto "sim swap", ovvero la sostituzione fraudolenta delle sim, che passa nello smartphone del truffatore. I casi denunciati in Sicilia dall’inizio della pandemia per truffe di questo tipo sono stati 530. E' di questi giorni l’ennesimo attacco phishing ai clienti Unicredit: si tratta di truffe effettuate inviando un'e-mail con il logo contraffatto di un istituto di credito o di una società di commercio elettronico, in cui si invita il destinatario a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso.

Per Gabriele Urzì esistono però semplici regole che possono rendere la vita difficile ai malintenzionati. "E’ bene sapere - dichiara il sindacalista - che le informazioni e gli strumenti con cui accediamo ai servizi della banca sono strettamente personali e vanno custoditi con cura e che la banca non ci chiederà mai di fornirle direttamente i nostri codici di accesso ai servizi quando ci contatta. Occorre poi controllare regolarmente gli estratti conto dei nostri rapporti bancari, tenere sempre a portata di mano i numeri di riferimento della banca, avvalersi dei servizi di 'notifica movimenti', installare adeguati software di protezione sui dispositivi che utilizziamo per accedere al mobile o internet banking, modificare frequentemente le password di accesso al servizio di internet banking, non rendere pubblici indirizzi, password o codici e valutare con attenzione le richieste di dati personali da parte di chi non conosciamo. Insomma, tenere gli occhi aperti".

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