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Paradisi fiscali e licenziamenti, crac Miraglia: 7 anni al patron per bancarotta fraudolenta

La sentenza è arrivata nella notte dopo un processo durato dieci anni. Il fallimento del gruppo tessile aveva portato alla chiusura di diversi negozi a Palermo

L’indagine della guardia di finanza accertò una distrazione di beni aziendali per circa 13 milioni di euro a danno dell’Erario e dei creditori, ma anche numerosi reati societari, fallimentari e fiscali. Arrivano adesso cinque condanne per il crac Miraglia: sette anni al patron per bancarotta fraudolenta.

Ha deciso così la quarta sezione del tribunale di Palermo dopo un processo durato oltre dieci anni. Il crac del gruppo tessile aveva portato alla chiusura dei negozi e al licenziamento di decine di lavoratori. Dopo oltre nove ore di camera di consiglio, a mezzanotte passata, il collegio presieduto da Bruno Fasciana ha deciso: sette anni e mezzo, come detto, al patron dell'azienda, Lucio Miraglia. Sei anni invece sono stati dati a Giancarlo Ciacciofera, e cinque anni e 4 mesi a Carlo Sorci. Infine due anni a Maria Pia D'Addelfio e tre anni a Vittorio Passaro. Assolti solo Francesco e Anna Mocciaro.

Nell'inchiesta vennero coinvolte varie società del gruppo Miraglia che, secondo la Procura, sarebbero servite per complesse operazioni finalizzate a spostare importanti patrimoni mobiliari ed immobiliari, per evitare le procedure fallimentari.

Secondo l’accusa per sottrarli al fallimento i beni immobili intestati alla Miraglia e a una serie di ditte satelliti sarebbero stati distratti attraverso cessioni ad altre società con sedi in paradisi fiscali creando un danno all’erario e ai creditori per circa 13 milioni di euro. Ai Miraglia vennero sequestrati beni per oltre 40 milioni di euro. 


 

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