Crac delle aziende Helg, ridotta la pena alla figlia dell'ex presidente di Confcommercio

Al centro del processo la bancarotta fraudolenta della "Gearr srl" e della "Frigidaire srl", specializzate in articoli per la casa e fallite nel 2012. La chiusura sarebbe stata pilotata. L'imputata in appello ottiene anche la sospensione condizionale: non andrà in carcere

L'ex presidente di Confcommercio, Roberto Helg

Ridotta la pena a Cinzia Helg, figlia dell'ex presidente di Confcommercio, Roberto, accusata di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento delle aziende di famiglia che gestivano negozi di cristalleria, argenteria e arredamento per la casa. La quarta sezione della Corte d'Appello ha infatti rivisto al ribasso la condanna a due anni e otto mesi già inflitta con l'abbreviato, riducendola a due anni e concedendo anche la sospensione condizionale della pena: se la sentenza diventasse definitiva, non solo l'imputata non andrebbe in carcere, ma potrebbe non essere sottoposta neppure a misure di sorveglianza.

Il collegio presieduto da Vittorio Anania ha accolto le richieste della difesa, rappresentata dagli avvocati Raffaele Restivo e Giovanni Rizzuti. La donna era stata rinviata a giudizio, assieme al padre e allo zio Fulvio, il 30 gennaio del 2018. Mentre per lei però si è già giunti, grazie ai tempi ridotti del rito alternativo, ad una sentenza di secondo grado, per i suoi parenti il processo è ancora pendente in tribunale. Roberto Helg, da ex vicepresidente della Gesap, è già stato invece condannato in via definitiva per l'estorsione al pasticciere Santi Palazzolo, al quale aveva chiesto una tangente di 100 mila euro per non avere problemi nel rinnovo della concessione dei locali all'interno dell'aeroporto Falcone e Borsellino: fu incastrato mentre intascava la mazzetta.

L'inchiesta sulla presunta bancarotta fraudolenta, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Anna Battaglia ed Andrea Fusco, si concentrava sulla chiusura della "Gearr srl" (già "Helg srl" e "Helg spa") e della "Frigidaire srl", avvenuta nel 2012 dopo ben 38 anni di attività. Persero il lavoro 15 dipendenti. Per l'accusa, però, non sarebbe stata la crisi a determinare il fallimento delle aziende, ma le operazioni irregolari dei titolari, che avrebbero provocato un buco di cinque milioni nei conti.

Secondo i pm, in base a bilanci e movimenti bancari, prima che venisse dichiarato lo stato d'insolvenza delle ditte sarebbero stati emessi assegni a favore di persone conniventi che avrebbero poi restituito le somme agli Helg. Inoltre sarebbero state anche caricate fatture per operazioni considerate inesistenti dagli inquirenti.

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