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Cronaca

Bimbo di 18 mesi picchiato e drogato, chiesti sei mesi di carcere per il padre

La vicenda risale al dicembre del 2011, quando il piccolo è giunto all'ospedale dei bambini coperto da lividi e graffi. Nelle urine c'era una concentrazione di cocaina tale da far temere un'overdose

Avrebbe picchiato il figlioletto di soli 18 mesi con tanta violenza da ridurlo in fin di vita. Contro il piccolo, il padre avrebbe infierito con calci e pugni ma anche con bruciature, forse provocate con una sigaretta, sulle manine. Un quadro sconfortante, di soprusi quotidiani, per il quale il pm Ennio Petrigni ha chiesto la condanna a sei mesi di carcere.

La vicenda risale al dicembre del 2011, quando il piccolo è giunto all'ospedale dei bambini in condizioni gravissime. Durante la visita furono scoperti sul corpicino lividi e graffi. Nelle urine c'era una concentrazione di cocaina tale da far temere un'overdose. Da lì le indagini e l'emergere di una storia fatta di violenza.

I genitori, tossicodipendenti, sono stati accusati di lesioni gravi per aver lasciato sul tavolo tracce di cocaina che venivano ingerite dal bambino e dagli altri due figli. La madre, secondo il pm, avrebbe colpito ripetutamente alla testa e al volto il piccolo e lasciando che i fratelli gli provocassero, per gioco, bruciature sulle mani, graffi e lesioni traumatiche. Interrogati dalla polizia  i due hanno inizialmente dato una versione assolutamente inverosimile dei fatti: la madre ha raccontato che il piccolo era caduto dal seggiolone. E che le bruciature alle manine gliele avrebbe procurate il fratellino di appena due anni e mezzo con un accendino. Una storia che non ha convinto gli investigatori.  La donna è stata condannata a tre anni dal gup nel 2014.

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