Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Ballarò, sequestrati 40 quintali di carni e "stigghiole" mal conservate

I prodotti erano ammassati in un magazzino in barba a qualsiasi norma di carattere igienico-sanitaria. I controlli sono stati avviati dopo che le fiamme gialle hanno fermato una persona che trasportava un pezzo di carne a bordo di uno scooter senza alcuna precauzione

I controlli della guardia di finanza al mercato di Ballarò

Carni ammassate alla rinfusa, senza etichette e documentazioni sanitarie e attrezzature per la macellazione sporche. E' questo quanto scoperto dai finanzieri a seguito di un controllo in un deposito del mercato di Ballarò, che hanno proceduto al sequestro di oltre 40 quintali di carne conservati al suo interno, non rispettando alcun requisito igienico-sanitario previsto dalla legge. I controlli sono scattati dopo che alcuni agenti avevano notato una persona trasportare un grosso pezzo di carne su uno scooter senza alcuna precauzione, e dunque esposto agli agenti inquinanti.

Dopo il fermo del conducente dello scooter, i finanziari sono riusciti a ricostruire la "filiera" individuando così il magazzino dal quale la carne era stata prelevata, pronta per essere consegnata ad una delle macellerie compiacenti della zona. Aperto il portone del deposito, ai baschi verdi si è prospettato "uno scenario impressionante": carni ammassate ovunque, senza etichette o documentazioni sanitarie che ne attestassero la provenienza, attrezzature sporche, inchiostri speciali per la marchiatura delle carni, oltre ad intere confezioni di prodotti come "stigghiola" e "mangia e bevi" ammucchiati nei congelatori.

Tutti i prodotti, successivamente sequestrati, erano pronti per essere commercializzati al di fuori dei canali di distribuzione che garantiscono il rispetto delle norme sanitarie, ossia quelli che permettono di risalire con certezza all'origine dei prodotti, regolamentati da norme rigide in tema di trasporto, deposito e commercio degli alimenti. L’intervento delle fiamme gialle, che ha scongiurato il pericolo che gli alimenti rinvenuti nel deposito clandestino potessero finire sulle tavole dei palermitani durante le festività pasquali, si è concluso con il sequestro preventivo dell'intera struttura, la distruzione della merce e la denuncia all'autorità giudiziaria di due persone responsabili per la detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione.

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