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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Calatafimi / Corso Calatafimi

Coro di "no" all'accorpamento delle scuole Radice e Nuccio: "Gestione sarà difficile"

Il dirigente del primo istituto, Francesco Paolo Camillo, manifesta più di un dubbio e critica l'operato della Regione: "Mai stato coinvolto nel processo decisionale. Ci saranno inevitabili problematiche sul piano delle competenze degli organi collegiali, nonché dell’autonomia organizzativa e didattica"

Non si spegne la polemica per il prossimo accorpamento tra due istituti comprensivi, Nuccio a Ballarò e Lombardo-Radice in corso Calatafimi. Nei giorni scorsi la decisione era stata contestata dai residenti di Ballarò e oggi a mostrare dubbi e perplessità è Francesco Paolo Camillo, preside dell’Istituto comprensivo Lombardo Radice. "L’accorpamento - dice il dirigente - porterà a un sovradimensionamento di difficile gestione, con inevitabili problematiche sul piano delle competenze degli organi collegiali, nonché dell’autonomia organizzativa e didattica dell’istituzione scolastica, rendendo anche più complicato monitorare e intervenire sul fronte della dispersione scolastica”. 

Camillo si dice "rammaricato" perché "mai stato coinvolto nel processo decisionale, l’ho saputo il 15 febbraio dalla scuola Nuccio". Il dirigente annuncia che non parteciperà domani alla riunione promossa dall’assessore regionale Roberto Lagalla: "Dal momento che si è ritenuto sin qui di poter fare a meno di qualsivoglia contributo da parte del nostro istituto, non ritengo necessario garantire la mia presenza a riunioni tardive peraltro preannunciate a mezzo stampa".

Francesco Paolo Camillo-2"Pur non volendo mettere in dubbio la ricostruzione dell’iter logico giuridico che ha condotto all’aggregazione – continua il dirigente scolastico – occorre sottolineare la necessità di un ripensamento dei meccanismi decisionali e amministrativi che mostrano limiti evidenti nel momento in cui non sono in grado di evitare la creazione di un istituto del tutto sovradimensionato, suddiviso in sei plessi scolastici, con quasi 70 classi ordinarie, poco più di 200 docenti oltre al personale Ata, per un totale di 1200 alunni ai quali aggiungere quelli che frequentano le sezioni ospedaliere. Duole rilevare come gli organismi istituzionalmente deputati a rendere il proprio parere, come ad esempio il Consiglio scolastico provinciale, non abbiano ritenuto opportuno confrontarsi con le istituzioni scolastiche coinvolte per un utile approfondimento delle problematiche che scaturiranno dall’aggregazione tra scuole che sono allocate in contesti territoriali con esigenze diverse, afferenti a due diversi quartieri, a due diverse circoscrizioni, a due diversi ambiti territoriali e a due differenti Osservatori per il contrasto e la prevenzione della dispersione scolastica".

Il preside rincara la dose: "Spiace rilevare, inoltre, che nel recente comunicato stampa, l’assessorato dichiari di volersi fare carico degli speciali bisogni territoriali dell’utenza del plesso Nuccio senza fare alcun cenno agli analoghi bisogni del territorio su cui insistono i plessi del Lombardo Radice frequentati da numerosi alunni del quartiere Danisinni e, soprattutto, senza che sia mai stata avviata alcuna interlocuzione con noi per verificare la funzionalità complessiva del nuovo istituto sia dal punto di vista organizzativo che educativo. Per il resto si comprendono le legittime preoccupazioni del personale e dell’utenza del Nuccio alle quali si cercherà di far fronte nel miglior modo possibile. Proseguiranno nel frattempo le interlocuzioni già avviate con il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale che si ringrazia per avere prontamente assicurato il consueto e fattivo supporto dell’amministrazione scolastica, anche a nome dell’Ufficio scolastico regionale”.

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