Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca Via Porta di Castro

La "casa degli orrori" a Ballarò, due persone condannate per pedofilia

Tra le mura di una casa in via Castro i minori venivano invitati con la scusa di partecipare ad un gioco e invece venivano costretti ad avere rapporti sessuali completi. Altre quattro persone erano già state dichiarate colpevoli

Due persone sono state condannate a 9 anni e 9 mesi per violenza sessuale su minore. I due, parte di una banda di sei persone che comprendeva anche due minorenni, obbligavano otto bambini sotto i dieci anni ad avere rapporti sessuali completi. Chi si rifiutava, veniva torturato. Il teatro di questa vicenda è una casa in via Castro, a Ballarò. Gli altri quattro erano già stati condannati.

Li invitavano con la scusa di dovere partecipare ad un gioco e invece finivano tra le grinfie dei pedofili. Sotto gli occhi dei genitori. All’interno della “casa rotta”, i bambini venivano violentati e minacciati da alcuni familiari. Il provvedimento della quinta sezione del tribunale di Palermo, riguarda un uomo e una donna - A.G. e L.G (mettiamo le iniziali per tutelare l'identità delle vittime ndr) -, padre e madre di tre delle piccole vittime, che sono stati condannati rispettivamente a 9 anni e mezzo e a 9 anni. Quello che si è concluso ieri è una delle tranche di una vicenda durata mesi, che ha portato alla condanna in abbreviato a 14 anni di due donne - madre e nonna - di altre tre vittime.

Una delle bambine ha raccontato le violenze subite agli psicologi della casa famiglia alla quale era stata affidata. Abusi mascherati da giochi, così la piccola ha svelato gli orrori. A mettere in allerta gli psicologi e gli insegnanti del centro era stato il suo rifiuto ad un bacio nei confronti della madre. Dalla confessione le indagini condotte dal pm Alessia Sinatra si sono spinte agli altri minori vittime degli abusi - alcuni compagni di scuola della bambina - che hanno raccontato i "giochi" erotici in cui venivano coinvolti. Mentre gli adulti, tra uno spinello e l'altro, abusavano di loro. Gli imputati avrebbero inoltre approfittato di fratelli maggiori - tutti al di sotto dei 14 anni - anche loro persone offese nel processo.

Il Tribunale ha anche risarcito le parti civili: a ciascuna vittima sono andati 25mila euro. I minori sono stati tolti alle famiglie e dati in adozione.

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