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Stop a merce rubata e rifiuti, cambia tutto al mercato dell'Albergheria: "Ecco le nuove regole"

Con l'affidamento all'associazione "Sbaratto", nuovo tentativo del Comune di voltare pagina in quello che finora è stato il regno di incivili e illegalità. Nei prossimi 6 mesi un percorso sperimentale di "emersione dalla marginalità sociale" per i 120 soggetti che hanno aderito all'iniziativa

Affidato oggi all'associazione "Sbaratto" il mercato dell'usato e del libero scambio di Ballarò. Così il Comune punta a mettere ordine in un'area del quartiere Albergheria contrassegnata da caos, rifiuti e inciviltà, dove non di rado si trova anche merce contraffatta e rubata. Vani finora sono stati i tentativi dell'amministrazione Orlando per contrastare un'illegalità dilagante o per regolamentare la semplice rotazione dei posti, appannaggio di chi con forza e prevaricazione ogni notte si accaparra il suolo pubblico per vendere qualcosa. 

Il mercato sarà attivo dal martedi alla domenica, dalle 7,30 alle 14,30, e si svolgerà in via sperimentale per i prossimi sei mesi "anche in considerazione della permanente emergenza sanitaria legata al Covid-19". Per questo motivo, fa sapere il Comune, "sono state anche individuate le necessarie regole di svolgimento dell'attività in materia sanitaria".

Sono circa 120 i soggetti che hanno aderito all'iniziativa, tutti iscritti all'associazione "Sbaratto". Nel "nuovo" mercato potranno essere venduti e scambiati oggetti usati di modico valore, arredi, piccoli elettrodomestici propri o donati da terzi in seguito ad operazioni di sgombero o pulizia di locali, abitazioni, cantine o abbandonati, altrimenti destinati alla dismissione o allo smaltimento. Sarà vietata la vendita di generi alimentari (anche confezionati) e bevande, animali vivi (uccelli ad esempio) e qualunque genere di arma.

La sfida sarà quella di tenere lontano dalle compravendite ladri e ricettatori. Uno degli obiettivi del mercato, si legge in una nota del Comune, "sarà anche fornire una risposta concreta alla condizione di estrema povertà, garantendo ai 'venditori per bisogno' l’opportunità di avere riconosciuta la loro attività in termini di lavoro, valorizzare le competenze degli stessi venditori in progetti lavorativi e supportare l’organizzazione di attività collaterali di animazione territoriale, culturale e sociale". Particolare attenzione sarà rivolta al "riuso dei prodotti in un'ottica di prevenzione del rifiuto". L'immondizia prodotta e lasciata per strada è infatti uno dei problemi - finora irrisolti - di questo mercato che gravita attorno alla zona di Ballarò. 

Per il sindaco Leoluca Orlando, l'affidamento all'associazione Sbaratto è "frutto di un lungo percorso di coinvolgimento e condivisione tra diversi soggetti e cittadini che vivono e operano nel quartiere. Un modello decisionale innovativo che finalmente trova uno sbocco operativo che speriamo dia i frutti sperati soprattutto per quanto riguarda il decoro dell'area, per la sua vivibilità, per il ripristino di condizioni di legalità e di emersione dalla marginalità sociale di molti dei soggetti coinvolti". 

"La firma di questo atto sancisce la regolarizzazione sperimentale del mercato dell'usato dopo anni in cui si è ampliato in maniera incontrollata per le vie del quartiere - ha puntualizzato Massimo Castiglia, presidente della Prima circoscrizione -. In un periodo storico in cui si parla tanto di economia circolare, il processo di rigenerazione partecipativa avviato dall'amministrazione comunale, in collaborazione con le realtà operanti all'Albergheria e con l'Università, punta a favorire un'economia circolare e sostenibile e dedica una particolare attenzione all'emersione dei soggetti in difficoltà. E' questo il valore aggiunto del processo in corso".

Così i consiglieri comunali di Sinistra Comune Barbara Evola, Fausto Melluso, Katia Orlando, Marcello Susinno.  "E' ufficiale: le aree dell’Albergheria sono state affidate all’associazione Sbaratto. Si tratta di una rete di commercianti del mercato informale che da molti anni occupa una parte rilevante del quartiere. E' un passo importante di un progetto di innovazione sociale di cui andiamo orgogliosi e che supportiamo con entusiasmo. Quel mercato da anni cresce sempre più, segno di quanta parte di popolazione si trovi ai margini e debba arrangiarsi per vivere. L'approccio legato esclusivamente all’ordine pubblico ha fallito ed ha anzi favorito un crescere disordinato del fenomeno. La sfida è riconoscerlo, invece, chiedendo il rispetto di alcune regole su spazi e orari, garantendo la tranquillità di lavorare a chi onestamente porta avanti una piccola attività che può anche essere valorizzata come attività di recupero e di incentivo al riuso e all’economia circolare. E' una sfida complicata tutta da percorrere. Con questo passaggio si cercherà di contemperare le esigenze di ogni  categoria che vive l’eterogenea realtà dell’albergheria. Con la condivisione e la buona volontà di tutti sarà data dignità a un fenomeno di auto organizzazione, contrastando la ricettazione. Si renderà, infine, la zona più vivibile per i residenti, che in questi anni hanno certamente sofferto le conseguenze dell’aumentare disordinato del fenomeno".

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