Boss nigeriani traditi da Facebook: nelle foto le prove delle violenze tra i vicoli di Ballarò

I retroscena dell'operazione "No fly zone", con la quale la polizia ha smantellato un gruppo criminale di stampo mafioso chiamato Eiye. Determinante la denuncia di una donna: "Io, costretta a prostituirmi anche mentre aspettavo il mio bimbo"

I boss nigeriani che dettavano legge a Ballarò sono stati "traditi" anche dall'utilizzo "senza filtri" dei social network e non si ponevano scrupoli nel fare prostituire le "loro" donne neppure durante la gravidanza. Sono alcuni dei retroscena dell'operazione della polizia "No fly zone", che ha smantellato un gruppo criminale di stampo mafioso chiamato Eiye. Sette persone sono state fermate, mentre altre sei sono ancora ricercate. 

Lacrime, sangue e prostitute a Ballarò: scattano 13 fermi

"Alquanto preziosa per lo sviluppo delle indagini - dicono gli inquirenti - si è rivelata l'attività di analisi dei profili Facebook che ha consentito non solo di approfondire i rapporti di conoscenza e i legami esistenti tra gli indagati ma anche in moltissimi casi di attribuire un volto e una compiuta identità a soggetti monitorati attraverso l'attività di intercettazione e dei quali era già emerso il coinvolgimento nei delitti".

Per gli investigatori "i social network si sono rivelati fonte non solo di dati e informazioni utilissime sulla vita personale degli indagati ma anche di fotografie e di immagini riconducibili al mondo e alla simbologia cultista che oltre ad attestare il legame associativo dei soggetti sui cui profili venivano reperite hanno contribuito ad accrescere la conoscenza del fenomeno da parte degli organi inquirenti. Basti pensare a tal proposito alle fotografie ritraenti alcuni degli indagati nell'atto di compiere il tipico saluto Eiye o alle immagini raffiguranti simboli tipici quali l'aquila o il basco blu".

L'uscita degli arrestati della questura | Video

L'indagine è partita dalla denuncia di una ragazza nigeriana, vittima di tratta e costretta a prostituirsi anche quando aspettava un bambino. "Pur di allontanarmi per ragioni economiche dalla mia patria (la Nigeria ndr) - ha raccontato - accettai la proposta di partire allettata anche dal fatto che la mamma della mia amica mi prospettò di lavorare nel bar di sua sorella che si trovava in Italia. Prima di essere inviata in Italia fui sottoposta insieme ad altre ragazze a un rito voodoo nella città di Edo State. Ci hanno fatto dei tagli e ci hanno fatto bere qualcosa. Nel corso del rito abbiamo giurato di pagare la somma di 25.000 euro ciascuno".

Con le microspie registrato il rito di affiliazione alla mafia nigeriana | Video

Poi il lungo viaggio dal Niger alla Libia e ancora la traversata alla volta dell'Italia. Qui la scoperta che non avrebbe fatto la cameriera. ma la prostituita. "Friday ci picchiava e minacciava di morte se non avessimo obbedito gli dovevamo dare i suoi 25 mila euro - ha rivelato la donna - Ci intimidiva tramite le credenze del rito voodoo a cui eravamo state sottoposte dicendoci che saremmo morte. Sono rimasta incinta di Friday (lo sfruttatore ndr) con cui non ho mai avuto una relazione affettiva ma praticavo sesso contro la mia volontà. Ho continuato a prostituirmi anche in gravidanza poiché Friday mi minacciava e picchiava se non lo facevo. Quando ho partorito, dopo circa una settimana, sono stata costretta nuovamente a prostituirmi fino a quando ho ascoltato il consiglio telefonico di mia mamma e mi sono rifiutata di continuare".

Il 17 luglio 2017 l'arrivo a Palermo "alla stazione centrale con il pullman che proveniva da Torino e Action è venuto a prendermi e mi ha portata in una casa vicino a Casa Professa nel quartiere di Ballarò - ha spiegato -. All'interno c'erano altre due ragazze Sonia e Glory entrambe costrette a prostituirsi per conto di Action. La casa si trova al piano terra. Ci sono tre stanze nella stanza principale, Action vende la birra mentre nelle altre due stanze noi tre portavamo i clienti. I clienti erano tutti nigeriani. Le prestazioni variavano dai 15 ai 20 
euro presso la nostra abitazione. Mentre se noi andavamo a casa del cliente chiedevamo 50 euro day break. Per il day break Action teneva 10 euro per se mentre per le altre prestazioni 5 euro Action chiedeva solo a me e a Sonia 250 euro complessive al mese per il fitto della casa mentre Glory non pagava perché era la sua ragazza. I soldi io li consegnavo a Glory che li dava ad Action. Ho pagato solo un affitto di 125 euro e i soldi che gli dovevo a seguito delle prestazioni sessuali con i clienti che non sono in grado di quantificare Il giorno 24 agosto Action mi ha chiesto un rapporto sessuale gratis io mi sono rifiutata e allora mi ha detto di andare via da casa. Gli ho detto che non sarei andata via perché avevo appena pagato l'affitto e allora lui ha iniziato a minacciarmi dicendomi che mi avrebbe pugnalata sul seno e negli occhi. Considerata la situazione sono andata via da casa e ho chiamato la mia amica Joy che avevo conosciuto in chiesa quando sono arrivata a Palermo Let mi ha ospitata per 4 giorni. Poi sono andata alla Caritas dove tutt oggi mi trovo. Ho paura perché ho sentito che Action mi sta cercando per avere dei soldi da me e vuole che io ritorni a lavorare per loro".

"L'operazione che ha portato all'arresto di diversi esponenti della mafia nigeriana e della 'confraternita Eiye' - commenta il sindaco Leoluca Orlando - conferma la pericolosità sociale di questa criminalità organizzata e conferma come la stessa tragga alimento, finanze e manovalanza dal persistere di leggi e normative che costringono migliaia di persone alla migrazione clandestina. Norme e leggi che di fatto spingono migliaia di persone fra le braccia della criminalità organizzata, evidentemente capace di superare le barriere nazionali. Allo stesso tempo questa indagine, per cui va tutto il nostro apprezzamento agli inquirenti e alle forze dell'ordine, conferma l'importanza di offrire tutela e protezione alle vittime della tratta, favorendo percorsi di liberazione e fuoriuscita dalla clandestinità e dallo sfruttamento":

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Incidente a Corleone, auto sbanda e finisce contro un albero: morto diciannovenne

  • Incidente mortale in viale Croce Rossa, automobilista travolge e uccide una donna

  • Conti in banca, auto di lusso e un ristorante: sequestrati beni a un 37enne di Partinico

  • Tutti pazzi per il "black friday", ecco i negozi a Palermo dove trovare sconti e fare affari

  • Doppio pestaggio nella notte, in due picchiano le vittime mentre un terzo filma col cellulare

  • Distributore aumatico rotto e sangue ovunque, furto "splatter" all'università

Torna su
PalermoToday è in caricamento