Cronaca Via Casa Professa

"Cantiere abusivo a Ballarò", dietrofront (e figuraccia) del Comune: "Lavori autorizzati"

Dopo che i vigili avevano messo i sigilli all'area, Orlando e Giambrone attraverso un comunicato si erano lanciati in un duro commento contro la società, la Irido srl. La ditta però già all'indomani aveva chiarito tutto con una nota inviata a PalermoToday

La polizia municipale corregge il tiro sul cantiere di Ballarò, ma non cancella la figuraccia del sindaco Orlando e del vicesindaco Giambrone. Dopo che i vigili avevano messo i sigilli all'area compresa tra via Madonna della Volta, vicolo Madonna della Volta, piazzetta Brunaccini e via Casa Professa, Orlando e Giambrone si erano lanciati venerdì scorso in un duro commento contro la società - la Irido srl - accusata di "lavori abusivi" che rappresentano "una ferita nel centro storico".

Niente di tutto questo. I lavori non erano abusivi, come ammette adesso il Comune tramite il suo ufficio stampa: mancava soltanto una "adeguata cartellonistica - si legge in una nota - nonché le necessarie misure di sicurezza e la recinzione esterna a protezione dell'incolumità pubblica". Motivo per cui, proseguono da Palazzo delle Aquile, "il proprietario G. C. e il direttore dei lavori S. F. sono stati deferiti all'autorità giudiziaria".

Era stata la stessa società, attraverso l'avvocato Salvatore Matta, a fornire a PalermoToday gli estremi del permesso a edificare - con tanto numero di protocollo - rilasciato dal Comune, chiedendo al sindaco di prendere "gli opportuni provvedimenti nei confronti degli uffici periferici che lo hanno indotto in errore". Oggi è arrivata la retromarcia del Comune, che conferma la fondatezza delle ragioni dell'impresa e smonta le iniziali accuse di lavori abusivi, che il sindaco aveva definito "non tollerabili".

Alcue domande, a questo punto, sono d'obbligo: com'è possibile prendere una cantonata del genere? La polizia municipale non ha fatto una corretta verifica delle autorizzazioni o c'è stato un difetto di comunicazione tale da indurre in errore i vertici dell'amministrazione comunale? E infine: se all'impresa edile è stato provocato un danno d'immagine e operativo, chi pagherà adesso?

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