Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

"Mi ha ucciso mio nipote": accusato dallo zio in punto di morte, arrestato

Era arrivato in ospedale dopo essere stato gravemente ferito a colpi di pistola, e là aveva indicato proprio il parente come autore del delitto. Adesso, dopo sei anni, un uomo di 38 anni è finito in carcere ed è stato condannato a 21 anni di reclusione

Antonino Tripoli, lo zio ucciso

Era arrivato in punto di morte in ospedale dopo essere stato gravemente ferito a colpi di pistola, e là aveva indicato proprio il nipote come autore del delitto. Adesso, dopo sei anni, l'uomo di 38 anni che era stato accusato, è finito in carcere. Il personale del Commissariato di Bagheria ha eseguito un ordine di esecuzione nei confronti di Domenico Gargano, bagherese, condannato in via definitiva a 21 anni, 2 mesi e 18 giorni di reclusione, per l'omicidio dello zio, Antonino Tripoli (nella foto), avvenuto nell'ottobre 2008.

"Ciò su cui prestarono attenzione le cronache - spiegano dagli uffici della polizia - fu la circostanza che la vittima, giunta in ospedale gravemente ferita a colpi d'arma da fuoco, fosse stata in grado di indicare ai poliziotti il suo assalitore, scrivendone le lettere iniziali del cognome ed indicandone la fotografia". Dopo il cruciale riconoscimento, lo zio entrò in coma e, dopo qualche giorno morì. Ne nacque una battaglia legale tra le parti processuali in causa conclusasi con la sentenza della Cassazione che ha ritenuto attendibile, "perché frutto di uno stato di sufficiente lucidità, l'atto di accusa della vittima nei confronti del parente".

Gargano, dopo diverse verifiche sui domicili dichiarati, è stato rintracciato dai poliziotti del Commissariato di Bagheria nella casa del padre e portato in una casa circondariale palermitana.


 

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