Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Dottoressa aggredita alla guardia medica di Bagheria: "Oggi ho più paura di prima..."

A parlare è Alessandra Pizzo, vittima di un'aggressione da parte di una paziente. La dottoressa ha ricevuto la visita del presidente dell'Ordine dei medici: "Il mio purtroppo è solo un episodio tra i tanti"

Alessandra Pizzo

"Oggi ho più paura di prima, forse perché sono impreparata rispetto a un'attenzione mediatica così larga. La solidarietà di tutti mi fa stare meglio, dall'altra però mi indebolisce e penso che possa accadere di tutto". A parlare è Alessandra Pizzo, la dottoressa aggredita il 26 gennaio mentre era in servizio nel presidio di guardia medica a Bagheria.  A scagliarsi contro di lei è stata una donna infuriata per non essere riuscita contattare telefonicamente il pediatra di turno. Prima gli insulti verbali e poi l'aggressione fisica.

Pizzo ha incontrato il presidente dell'Ordine dei medici e componente del comitato direttivo della Fnomceo (la Federazione nazionale dei medici), Toti Amato, che le voluto manifestare solidaretà. "Non posso  - ha detto Amato - che esprimere tutta la mia indignazione per un'altra folle aggressione. Un'altra violenza di volgare inciviltà, a cui aggiungo la tristissima considerazione che, finché non ci saranno provvedimenti forti e mirati,  purtroppo ci saranno altre vittime. Siamo tutti vicini alla collega. So bene che si tratta di una solidarietà scontata e che non basta la rassicurazione di un Ordine che si costituisce parte offesa e parte civile nel processo, mettendo a disposizione l'assistenza legale e ogni altro strumento necessario, spero però che questa solidarietà possa aiutare chi non ha la forza di denunciare e difendersi nelle sedi opportune anche dalla  più piccola vile aggressione verbale". 

Parla la dottoressa aggredita: "Sembra un ring"

"Se prima mi accompagnavo a mio padre o mio marito per andare al lavoro o per una visita domiciliare, oggi non riesco a muovermi da casa senza di loro. Purtroppo è solo un episodio tra i tanti - ha detto la dottoressa -. Nei nostri registri di guardia medica registriamo ogni cosa, non solo la nostra attività professionale, basta leggere per avere un quadro della pericolosità del lavoro notturno di guardia medica. Quasi ogni giorno subiamo minacce verbali, spesso pesantissime, tutte annotate e che non denunciamo perché rientrano nell'ordinarietà. Eppure dovremmo. Perciò spero che il mio richiamo serva a tutti i colleghi, non solo di Bagheria". 

"Serve sicurezza soprattutto nelle aree di emergenza come i Pronto soccorso e le guardie mediche. E non ci fermeremo mai nelle nostre richieste  di misure efficaci per arginare ogni atto di violenza, fisica o verbale che sia. Noi facciamo la nostra parte e aspettiamo ancora", ha sottolineato Amato, ricordando che il Consiglio nazionale ha già dato il via libera a una mozione in cui si chiede al Governo di convertire il disegno di legge sulla violenza contro gli operatori sanitari riconoscendo ai professionisti aggrediti la qualifica di pubblico ufficiale, in modo che i reati siano perseguiti penalmente d'ufficio, senza la necessità di una denuncia. Mi auguro un esito positivo e che il ministro Grillo, visto il numero e la gravità delle aggressioni, intervenga tempestivamente".

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