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Dario Nicolicchia

Dario Nicolicchia

Baby squillo, chiesta imputazione coatta per quattro presunti clienti di Naomi

Uno di loro è il titolare di un sexy shop. Gli altri tre sarebbero venuti a conoscenza della ragazza attraverso un avvocato, anche lui indagato. Nicolicchia, ex fidanzato della ragazzina, ha scelto il rito abbreviato

Il gip Lorenzo Matassa ha deciso l’imputazione coatta per quattro uomini accusati di avere avuto rapporti con Naomi, la baby squillo che poi denunciò (facendolo arrestare ndr) l'ex fidanzato Dario Nicolicchia accusandolo di averla costretta a prostituirsiIl pm Claudio Camilleri aveva chiesto l’archiviazione dei quattro, ma il gip ha respinto la richiesta. Uno di loro è il titolare di un sexy shop (è accusato anche di aver fatto da mediatore con altri clienti), mentre gli altri tre sarebbero venuti a conoscenza della ragazza attraverso un avvocato (anche lui indagato nel troncone arrivato in udienza preliminare). Secondo la Procura non ci sarebbero elementi sufficienti per procedere contro di loro. Di parere opposto il giudice. Adesso, quindi, Camilleri dovrà chiedere il rinvio a giudizio.

Nicolicchia ha scelto l’abbreviato come l’assistente capo della polizia Dario Pandolfini, accusato di aver fatto da tramite con altri clienti. Oggi si è svolta l’udienza preliminare e sono stati sentiti due indagati. I clienti della ragazza, che hanno sempre detto di non sapere che era minorenne, hanno scelto in due l'ordinario e in nove l'abbreviato. Nicolicchia - secondo gli inquirenti - sarebbe riuscito a persuadere una ragazza, una studentessa palermitana sedicenne all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2013, ad avere rapporti sessuali a pagamento. Nicolicchia avrebbe aperto una pagina Facebook, per attrarre clienti con inviti espliciti.

Dalle indagini è emerso che i clienti erano tutti facoltosi professionisti, imprenditori e impiegati palermitani che avrebbero pagato diverse centinaia di euro quegli incontri, che spesso si consumavano anche all’interno degli studi professionali di alcuni di loro. 

Nicolicchia, difeso dall’avvocato Cinzia Pecoraro, ha ammesso di sapere che la sua ragazza aveva rapporti con altri uomini ma tutto sarebbe avvenuto in modo consensuale. Ha spiegato di non aver saputo che la ragazzina avesse tredici anni ai tempi del loro primo rapporto.

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