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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Palazzo Reale-Monte di pietà / Via Volturno

Ecco l'aiuola dedicata all'avvocato Fragalà, la figlia: "So che ci guarda da lassù e se la ride"

Intitolato uno spazio accanto al palazzo di giustizia e scoperta anche una scultura realizzata in memoria del penalista assassinato dodici anni fa. Venne massacrato a bastonate subito dopo essere uscito dal suo studio. "Libero e coraggioso, ucciso per dare un segnale a tutta l'avvocatura"

"Per noi è un giorno felice, so che mio padre da lassù ci guarda e se la ride e direbbe: 'Complimenti!'". Strappa un sorriso a tutti Marzia Fragalà, con gli occhi che brillano per la commozione, ricordando suo padre, il noto penalista Enzo fragalà, che moriva esattamente 12 anni fa, dopo essere stato massacrato a bastonate tre giorni prima, la sera del 23 febbraio del 2010, appena uscito dal suo studio, di fronte al palazzo di giustizia. E "complimenti!" era proprio l'esclamazione, a volte carica di sarcasmo, che l'avvocato ripeteva tra i corridoi del tribunale. Oggi è stata tutta la città a ricordarlo, intitolandogli un'aiuola - che si trova di fronte all'ingresso del mercato del Capo, accanto al palazzo di giustizia - e dedicandogli una scultura, realizzata da Giuseppe Rizzo

L'opera - come anticipato da Palermotoday - rappresenta delle pagine che vogliono volare in alto, verso il cielo, e su ognuna di esse è riportata una frase riferita al penalista assassinato, che fu anche consigliere comunale e deputato nazionale: "Cultore della verità e conoscitore della storia", "Bisogna avere il coraggio di difendere i propri ideali", "Avvocato libero e coraggioso".

Libertà e coraggio, sono proprio queste le doti che tutti hanno ricordato stamattina, davanti a un centinaio di persone, tra cui tanti colleghi di Fragalà. Presente in rappresentanza del Comune il vicesindaco Fabio Giambrone. Proprio l'Amministrazione, l'estate scorsa, aveva dato il via libera all'intitolazione dello spazio all'avvocato. Una richiesta per la quale si è battuto per diversi anni il capogruppo di Fratelli d'Italia, Francesco Scarpinato.

"Oggi - ha dichiarato il vicesindaco - ricordiamo e rendiamo un omaggio doveroso ad un uomo animato da grandi passioni civili e politiche, che ha pagato il prezzo più alto pur di non venir meno alle proprie convinzioni morali e professionali”. Il sindaco, Leoluca Orlando, che non ha potuto partecipare alla cerimonia per altri impegni fuori dalla Sicilia, ha sottolineato: "Così l'amministrazione comunale fa memoria di un uomo onesto, vittima della violenza e della vendetta mafiosa, che false piste di alcuni pentiti hanno cercato di infangare. Per tanti anni verità e giustizia sul delitto sono state allontanate e per questo voglio esprimere la mia grande solidarietà e vicinanza ai familiari che per tanti anni hanno sempre fatto sentire con grande forza la loro richiesta di giustizia. Oggi non è soltanto una giornata di ricordo, ma anche di impegno affinché si continui a lottare per l'affermazione della verità e perché mai si dimentichi il sacrificio di Enzo Fragalà".

Anonello Armetta, presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati ha detto che "Enzo è un punto di riferimento per i penalisti" e "per noi la sua uccisione è stato un segnale a tutta l'avvocatura, per punire il modo in cui Fragalà esercitava la professione, che evidentemente non andava bene ai mafiosi". E ha rimarcato: "Sono felice di vedere Marzia sorridere" e "il ricordo di Enzo è il suo esempio".

Per la famiglia del penalista sono stati davvero anni duri, ci sono voluti anni d'indagine per imbastire un processo ai presunti autori del delitto, tuttora pendente in appello. In primo grado, però, è stata riconosciuta la matrice mafiosa dell'omicidio: Fragalà doveva morire perché era uno "sbirro", spingeva spesso i suoi clienti a collaborare con la giustizia e questo a Cosa nostra non poteva andare a genio. 

Le motivazioni della sentenza: "Punito dai boss per dare un segnale a tutta l'avvocatura"

Ha preso la parola anche il presidente del tribunale, Antonio Balsamo, che ha ricordato Fragalà come "un grande professionista", sottolineando anche lui "la libertà con cui esercitava la professione, mettendo insieme avvocatura e impegno civile", ma anche "il coraggio delle proprie idee, senza piegarsi a nessun compromesso, motivi di onore per l'avvocatura come per la magistratura".

Il presidente della Camera penale, Fabio Ferrara, ha ricordato "la statura professionale e morale di Enzo", che ha svolto la professione "onorando la toga, il Foro di Palermo e la Camera penale, che è accanto alla famiglia, in prima linea in difesa dei valori dell'avvocatura". Vincenzo Zummo, predecessore di Ferrara a capo dell'organismo di categoria, ha sottolineato come il luogo intitolato a Fragalà, accanto al palazzo di giustizia, abbia un valore simbolico importante, visto che "il tribunale rappresenta la libertà e la democrazia, valori in cui Enzo credeva e che ha sempre difeso".

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