"Si faceva pagare ma poi non seguiva le cause", sospeso per un anno un avvocato civilista

Adriano Lapone, 39 anni, è accusato tra l'altro di truffa aggravata e di falso. Qualche tempo fa aveva già avuto problemi con la giustizia per esercizio abusivo della professione forense. Il gip gli ha anche inflitto l'obbligo di dimora in città

Già qualche anno fa era finito nei guai per esercizio abusivo della professione forense - faceva cioè l'avvocato prima ancora di aver superato gli esami di abilitazione - e adesso per Adriano Lapone, 39 anni, civilista del Foro di Palermo, è arrivata un'altra grana: divieto di esercitare la professione per un anno e obbligo di dimora in città. L'accusa è, tra l'altro, di aver truffato i suoi clienti.

La misura cautelare è stata emessa dal gip Elisabetta Stampacchia, su richiesta del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Francesca Mazzocco, che coordinano l'indagine della sezione di polizia giudiziaria del tribunale.

Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, Lapone si sarebbe fatto ripetutamente pagare dai suoi clienti, ma poi non si sarebbe effettivamente occupato delle loro cause. Avrebbe anche attestato falsamente la veridicità di firme su alcune procure e avrebbe anche creato atti pubblici falsi, attribuendoli all'Inps.

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