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Cronaca

Il Cas targato Schifani: Nasca presidente, ma scoppia la polemica sulle nomine

Il presidente della Regione ha indicato gli incarichi che sono stati approvati durante l'assemblea dei soci al Consorzio autostrade. Ma Barbagallo, segretario Pd, esplode: "Un componente del nuovo cda è a giudizio per gare truccate, il governatore intervenga"

Cambia il consiglio d'amministrazione al Consorzio autostrade siciliane. L'assemblea dei soci, presieduta per l’occasione dall’ingegnere Leonardo Santoro - dirigente della Regione - su delega di Renato Schifani, ha approvato le nomine.

Nel corso dell'incontro, mirato al rinnovo dell’organo d’amministrazione del Consorzio, Santoro ha comunicato che Schifani ha provveduto a designare l’avvocato Filippo Nasca, quale nuovo presidente del consiglio direttivo, e Patrizia Valenti, per la carica di componente del consiglio direttivo. 

L’assemblea, preso atto e votato all’unanimità le investiture del presidente Schifani, dopo una breve consultazione ha provveduto anche alla designazione e alla votazione di Massimo Brocato quale terzo componente del consiglio direttivo, la cui designazione è riservata appunto alla minoranza assembleare. "Santoro - si legge in una nota - ha tenuto a sottolineare l’importanza della scelta operata dai soci dell’assemblea che ha così oggi provveduto ad un’immediata ricostituzione dell’organo di governo attraverso profili tecnici e scongiurato temporanee conduzioni commissariali, che avrebbero potuto rallentare le cruciali attività in essere".

Barbagallo: "Componente nuovo cda a giudizio per gare truccate"

Ma subito dopo le nomine sono scoppiate le prime polemiche. Così il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo in un post sulla propria pagina Facebook: “Il nuovo cda del Cas appena nominato parte già azzoppato. Uno dei 3 componenti, infatti, risulta rinviato a giudizio per turbativa d’asta al comune di Falcone, su richiesta del gip di Patti. Si tratta del professionista indicato dall’assemblea del Cas. Suggerisco al presidente della Regione di intervenire, in autotutela, per salvaguardare la Regione che è comunque il socio di maggioranza dello ‘sgangherato’ Consorzio autostrade siciliane”

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