Cronaca

Canoni di concessione riscossi, Autorità portuale vince ricorso: "Non sono tassabili"

A stabilirlo i giudici della commissione Tributaria Sicilia accogliendo la tesi dell'avvocato Angelo Cuva. L'Agenzia delle Entrate aveva chiesto 2,2 milioni di euro per Ires, Irap e Iva in relazione agli importi relativi all'anno 2007

I canoni di concessione riscossi dall’Autorità portuale, oggi Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia Occidentale, non sono tassabili. A stabilirlo è stata la commissione Tributaria Sicilia. I giudici di appello, presieduti da Fabrizio Amalfi, hanno confermato il giudizio di primo grado e hanno accolto la tesi dell'Autorità portuale, difesa dall'avvocato Angelo Cuva. L’Agenzia delle Entrate, solo in relazione all’anno 2007, aveva chiesto 2 milioni e 200 mila euro per il pagamento dell'Ires, Irap e Iva. 

In base alla sentenza le Autorità Portuali - quali enti pubblici non economici ad ordinamento autonomo - in relazione al rilascio delle concessioni demaniali marittime e alla conseguente riscossione dei relativi canoni svolgono una funzione meramente statale. Per questa ragione i canoni demaniali, costituendo lo strumento di finanziamento dell'attività di gestione e manutenzione dei beni portuali che le Autorità portuali esercitano per conto dello Stato, non devono essere assoggettati all'Ires né quali redditi di impresa né quali redditi fondiari

Pertanto risulta illegittimo l'accertamento originario con cui era stato richiesto il pagamento della complessiva somma di 2 milioni e 200 euro. La Commissione ha ritenuto solamente non deducibili costi per ammortamenti e acquisti per circa 4 mila euro.

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