Follia allo Zen 2, autobus colpito da un proiettile: "Non vogliamo più passare da lì"

Ieri pomeriggio un mezzo della linea 619, con passeggeri a bordo, è stato raggiunto da un colpo di carabina che ha provocato un foro in uno dei finestrini. Gli autisti: "Siamo in trincea, il limite è stato superato". Chiesto incontro al prefetto per un cambio di percorso

Via Learco Guerra (foto Google street view)

Chi ha visto il foro è sicuro: si tratta di un colpo di carabina. Paura nel tardo pomeriggio di ieri in via Learco Guerra, allo Zen 2, dove è stato preso di mira un autobus Amat della linea 619. Il mezzo è stato colpito mentre a bordo c'erano diversi passeggeri. E ora gli autisti protestano: "Non vogliamo più entrare allo Zen". Per questo motivo è stato chiesto un incontro con il Prefetto. 

Il fatto si è verificato intorno alle 18.30. L’autista aveva appena svoltato per via Learco Guerra e si era fermato quando ha sentito qualcosa infrangersi contro uno dei vetri lato conducente. Dopo aver chiesto l’intervento dei carabinieri, il dipendente Amat si è diretto verso l’autoparco di via Roccazzo e ha raccontato l’accaduto ai suoi superiori. Poi la denuncia alle forze dell’ordine. Duro lo sfogo di un autista: "Siamo come in trincea, esposti a mille problemi e non tutelati a sufficienza dall’azienda. Il limite è stato superato. Gli atti vandalici sono ormai all’ordine del giorno e infatti - racconta a PalermoToday - sempre ieri e sempre sulla stessa linea qualcuno ha fatto ‘esplodere’ un estintore riempiendo la vettura di polvere antincendio. Purtroppo i colleghi delle linee che attraversano per quella zona, ovvero 614 e 619, sono spesso soggetti a questi episodi".

In attesa dell’incontro previsto per oggi tra i vertici dell'Amat e la Prefettura, l’azienda - già ieri sera - aveva dato disposizione ai propri dipendenti di evitare di entrare allo Zen 2 per evitare ulteriori problemi.  Al di là della disposizione interna già comunicata ieri agli autisti l’azienda ha chiesto di incontrare il Prefetto per valutare una variazione di percorso che risponda alle esigenze degli utenti senza esporre i dipendenti Amat a questo genere di rischi. Inizialmente si pensava che a colpire il bus fosse stato un sasso, come già accaduto in passato. Ma poi non ci sono stati dubbi: "Si è trattato di un colpo di carabina modificata". E anche i carabinieri, dopo i rilievi, lo hanno confermato.

"Questo episodio - dichiara Diego Bellia, componente del consiglio d'amministrazione di Amat - ci darebbe la conferma del fatto che in alcune zone non siamo graditi. Valuteremo il da farsi non appena si svolgerà l'incontro in Prefettura". Al momento quella di mettere dei vigilantes a bordo non sembra un'ipotesi percorribile: "Guardie sulle vetture? Si, è un'idea, ma chi li paga? Ad ogni modo non possiamo militarizzare gli autobus, qui è un problema di ordine pubblico sul quale non possiamo intervenire".

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