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"Stanchi di essere insultati per i disservizi dell'Amat", Uil in stato di agitazione

Il sindacato si dice insoddisfatto per "le generiche affermazioni d'intenti dell'azienda" e boccia la qualità del servizio offerto alla città

"Siamo stanchi, stando in prima linea, di ricevere gli insulti di chi attende l’arrivo di mezzi obsoleti, sempre in perenne ritardo, spesso costretti a interrompere il servizio per guasti dovuti a vetustà e carenza di manutenzione".  A dirlo è il commissario straordinario della Uiltrasporti, Agostino Falanga, annunciando che il sindacato ha proclamato lo stato d'agitazione.

Si riprende così un percorso di protesta già avviato la scorsa estate, ma sospeso in virtà della disponibilità dell'azienda ad aprire un confronto. "A oggi - spiega il sindacato -  quegli impegni assunti sono rimasti solo dichiarazioni di intento. Questi sette mesi dovevano servire a ricercare idonee soluzioni mentre, invece, sono stati utilizzati dal cda dell’Amat per eludere e rinviare ogni scelta e decisione in merito".

Secondo il sindacato "nonostante tutte le buone promesse, il 2017 si è aperto, ancora, con un ulteriore taglio di servizio, con il risultato di allontanare sempre più la periferia dal centro città. L'azienda poi continua a trattenere quote parte delle retribuzioni dei dipendenti destinate a terzi, onorate con mesi di ritardo". La Uiltrasporti lamenta poi "la sempre più preoccupante difficoltà di approvvigionamento di ricambi per i bus che non consente alle officine di mettere nella disponibilità un numero sufficiente di bus per il servizio di linea".

"L’Amat - si chiede il sindacato - dispone di un settore 'officine' con personale talmente specializzato che potrebbe costruire un bus nuovo: perché parte della manutenzione del parco macchine viene dirottata all’esterno?". "Tutte questioni - precisano dal sindacato - talmente importanti che responsabilmente non possiamo più accettare. Per stimolare l’azienda abbiamo dovuto , nostro malgrado, proclamare lo stato di agitazione quale presupposto per successive più incisive azioni qualora perdurasse l’inerzia dell’azienda".

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