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Aumenti tariffe acqua, class action degli amministratori di condominio: "Nuovi obblighi ci penalizzano"

In caso di dichiarazioni mendaci da parte dei condomini "non possiamo essere noi a risponderne penalmente e civilmente". Così l'Unai, che contesta la "raccolta dei dati riguardanti la composizione numerica dei nuclei familiari"

Una class action "per tutelare la posizione e l'onorabilità della figura dell'amministratore di codominio" in seguito all'aumento delle tariffe del servizio idrico, stabilite dall'Amap sulla scorta delle deliberazioni dell'Assemblea territoriale idrica (Ati) e dell'Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente).

L'Unai (Unione nazionale amministratori d'immobili), assistita dall'avvocato Francesca Paola Quartararo, contesta "i nuovi obblighi" in materia di "raccolta dei dati riguardanti la composizione numerica dei nuclei familiari". Il motivo? In caso di dichiarazioni mendaci da parte dei condomini la "responsabilità ricade penalmente e civilmente sugli amministratori. Il che esula dalla nostra attività".

La class action, riferisce l'Unai, "è aperta a tutte le associazioni di categoria e singoli amministratori che vogliano tutelare la propria posizione. Basta inviare una mail a fp.quartararo@gmail.com oppure unaipalermo@gmail.com". L'azione legale prevede d'impugnare tutte le delibere emanate dai vari enti e quindi, in prospettiva, potrebbe incidere anche sull'aumento retroattivo delle tariffe. 

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