Molotov contro coppietta a Ciaculli, l'imputato ha un incidente e la requisitoria slitta

Il pm avrebbe dovuto chiedere le condanne di due anziani accusati di tentato omicidio, Benedetto Fici ed Antonino Faraone. Quest'ultimo, però, proprio ieri è finito in ospedale: i giudici hanno riconosciuto il legittimo impedimento. Nell'attentato i fidanzati riportarono delle ustioni

Il casolare di Ciaculli contro il quale fu lanciata la molotov

Dopo tre anni di processo, stamattina il sostituto procuratore Pierangelo Padova avrebbe dovuto formulare la sua richiesta di condanna per due anziani, Benedetto Fici, 81 anni, e Antonino Faraone, di 82, (nella foto) accusati di tentato omicidio perché il 10 ottobre del 2016 avrebbero lanciato una molotov contro una coppia di giovani che si era sistemata in un casolare di Ciaculli. Solo che uno degli imputati, Faraone, proprio ieri ha avuto un incidente ed è stato ricoverato in ospedale: i giudici della seconda sezione del tribunale hanno riconosciuto il legittimo impedimento all’anziano e così la requisitoria è stata rinviata a settembre.

In seguito all’attentato le vittime, Umberto Geraci e la fidanzata Ernesta Jessica Modica, rimasero ferite. Il ragazzo, in particolare, riportò ustioni su metà del corpo. Secondo la ricostruzione della squadra mobile, i due vecchietti avrebbero deciso di lanciare la bottiglia incendiaria contro i due al fine di cacciarli.

Fici, che fu fermato per primo, non negò di aver avuto delle discussioni con Geraci perché mesi prima avrebbe occupato il casolare che si trovava nella sua proprietà di Ciaculli. Quel giorno – così spiegò durante l’interrogatorio – sarebbe stato da quelle parti, ma per raccogliere dei mandarini: “Dell’attentato non so nulla”, aveva detto l’anziano.

Ad incastrare i due, però, oltre alla testimonianza delle vittime (Geraci li ha riconosciuti anche in aula durante il dibattimento), ci sarebbero anche i tabulati del satellitare montato dalla compagnia assicurativa sull’auto che gli anziani avrebbero utilizzato per andare a Ciaculli: sarebbero passati due volte nella zona di via Tenaglia ed una – secondo la Procura – in un orario compatibile con lo scoppio. Il boato era stato sentito da diversi testimoni.

Il pubblico ministero, a febbraio del 2017, aveva chiesto ed ottenuto il giudizio immediato per gli imputati, cosa che ha permesso di saltare l’udienza preliminare. Stamattina l’accusa avrebbe dovuto chiedere le pene, ma per via dell’incidente in cui è rimasto coinvolto uno dei vecchietti, se ne riparlerà in autunno.

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