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Dilaga l'ignoranza: abbandono scolastico, la Sicilia è prima

Più di un giovane su quattro resta fermo alla licenza media: si tratta di uno dei dati del settimo Atlante dell’Infanzia, appena presentato

La Sicilia è la regione con il più alto livello di dispersione scolastica in Italia, con più di un giovane su 4 fermo alla licenza media. Un alunno su 3 non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura. Quasi un minore su 2 in povertà relativa, 3 bambini su 4 non visitano mostre, musei e monumenti. Presentati in anteprima i dati del 7° Atlante dell’Infanzia (a rischio), quest’anno, per la prima volta, pubblicato da Treccani e disponibile nelle librerie italiane da inizio dicembre: un viaggio nell’Italia dei bambini e con i bambini che porta alla luce la dura realtà dell’infanzia a rischio.

Centotrenta ragazzi del Movimento Giovani per Save the Children, anche a Palermo, vestono i panni dei SuperEroi e sperimentano i loro SuperPoteri per trovare una soluzione ai problemi che investono l’infanzia. Dall’Atlante emerge che la Sicilia è la regione italiana con il più alto livello di abbandono scolastico: quasi 1 giovane su 4 tra i 18 e i 24 anni (24,3%) interrompe gli studi precocemente fermandosi alla licenza media inferiore, a fronte di una media nazionale del 14,7%. Circa un alunno quindicenne siciliano su 3 non raggiunge le competenze minime in matematica e in lettura e più di un bambino o ragazzo su 2 (tra 6 e 17 anni) non legge neanche un libro all’anno. Nel nostro Paese, 6 bambini e ragazzi su 10 i cui genitori hanno un titolo di studio basso sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, un dato molto significativo considerando che in Sicilia la metà degli adulti tra 25 e 64 anni è ferma alla licenza media inferiore. 

In Sicilia, il tasso di natalità è pari a 8,5 nati ogni mille residenti nel 2015, in linea con la media nazionale di 8 su 1.000, un dato in costante calo dal 2008, quando il tasso di natalità italiano era pari a 9,8 su 1.000. In molte province siciliane, tuttavia, tale percentuale è più alta rispetto alla media nazionale (a Palermo è pari a 17,9%).

Tra le altre mappe presenti nell’Atlante, vi è infine quella del “Pericolo sismico”, elaborata per Save the Children dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che associa i dati demografici relativi alla popolazione di 0-14 anni per provincia alle aree considerate ad alta pericolosità. Emerge che in Italia 5,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 15 anni vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. Si tratta di un territorio che copre circa il 70% delle province italiane che comprende 45 città sopra i 50.000 abitanti che ospitano 900.000 minorenni sotto i 15 anni, tra cui Palermo.

Dal 2014, Save the Children ha attivato a Palermo - alla Zisa - un "Punto Luce", centro ad alta densità educativa per dare opportunità formative a bambini e ragazzi che vivono in aree svantaggiate delle città. All’interno di questi spazi i bambini e le famiglie possono usufruire di diverse attività: sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, gioco e attività motorie, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, educazione alla genitorialità, consulenze pedagogiche, pediatriche e legali. A Palermo, inoltre, con SottoSopra – Movimento Giovani per Save the Children, coinvolgiamo stabilmente 25 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni, impegnati in azioni di informazione, sensibilizzazione e cittadinanza attiva, con l’obiettivo di migliorare il contesto in cui vivono. 

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