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Martedì, 24 Maggio 2022
Le intercettazioni

Gli sprechi dell'Ast: autobus usati comprati con sconti fasulli e "con urgenza" ma in... Israele

Il retroscena dell'inchiesta "Gomme lisce". Dopo la revoca di un bando pubblico, l'azienda avrebbe affidato direttamente il servizio ad un imprenditore per favorirlo. I mezzi stranieri sarebbero rimasti bloccati per mesi in un Paese dell'Est e avrebbero avuto vari problemi. Per il presidente Tafuri: "Fu un affare, erano Euro 5 e non erano vecchi..."

Nel 2018 c'era urgente bisogno di autobus all'Ast e per questo il direttore generale, Ugo Fiduccia, sarebbe andato a comprarli usati addirittura in Israele. I mezzi sarebbero poi rimasti fermi per mesi, bloccati in un Paese dell'Est, e sarebbero stati necessari anche tutta una serie di passaggi burocratici per immatricolarli in Italia. Un affarone, come ha sostenuto il presidente dell'azienda, Gaetano Carmelo Maria Tafuri, senza tuttavia convincere affatto la Procura: secondo gli inquirenti, infatti, l'operazione sarebbe stata compiuta soltanto per favorire un imprenditore "amico", il perugino Alessio Porzi, e certamente non a vantaggio né dell'azienda trasporti e neppure della Regione, suo socio unico.

Una vicenda strana, sulla quale aveva espresso serie perplessità anche l'Autorità nazionale anticorruzione, ma in cui nessuno - a cominciare dall'ente pubblico che detiene l'intero capitale dell'Ast, cioè la Regione - sarebbe intervenuto per fermarla. E' un altro dei retroscena dell'inchiesta "Gomme lisce" della guardia di finanza, coordinata dal procurature aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Andrea Fusco, con la quale Fiduccia è finito ai domiciliari, mentre Tafuri e Porzi sono stati interdetti per un anno dal gip Marco Gaeta. In tutto gli indagati sono 16. 

Il bando pubblico da quasi 6 milioni revocato all'improvviso

L'Ast aveva fatto un bando nel 2018 per l'acquisto di 25 autobus usati. Un appalto da 5 milioni e 575 mila euro, poi misteriosamente revocato. Ed è proprio a quel punto che sarebbe entrato in scena Porzi, con la sua "Porzimark srl", al quale il servizio sarebbe stato poi affidato per via diretta, giustificando questa scelta con "l'estrema urgenza" di dotarsi di altri pullman. L'imprenditore avrebbe praticato uno sconto - ritenuto fasullo dalla Finanza - su ciascun mezzo, in modo da fare la cresta. Tutto sarebbe stato pattuito a monte con Fiduccia.

Il gip: "Ostacolati la concorrenza e il libero mercato"

Il gip sostiene che "le procedure di approvvigionamento degli autobus da parte di Ast sono state pesantemente condizionate dall'esistenza di un collaudato modus operandi criminale che impedisce la libertà di accesso agli operatori economici interessati, che ostacola la normale concorrenza del mercato e che contrasta con i principi di trasparenza dell'operato delle pubbliche amministrazioni. Anziché rispettare le procedure di evidenza pubblica previste dal Codice degli appalti, fin dal suo insediamento nella carica di direttore generale, Fiduccia ha proceduto con affidamenti diretti ad alcuni fornitori negando qualsiasi possibilità di contrattazione agli altri operatori del settore".

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Le perplessità e l'allarme inascoltati dell'Anac

Anche l'Anac in tempi non sospetti aveva riscontrato "significative perplessità sulle modalità di approvvigionamento di autobus" dell'Ast, con il ricorso all'affidamento diretto e col pretesto della "estrema urgenza" o degli "acquisti di opportunità", che "denotano distorsioni censurabili senza necessità di ulteriori accertamenti istruttori". Per il 2018 e il 2019 "non è dato evincere né una preventiva ricerca di mercato che possa attestare la particolare convenienza dell'acquisto in esame, né altri elementi idonei a supportare la sussistenza dei presupposti legittimanti". E ancora l'Autorità contro la corruzione aveva messo in evidenza modalità "connotate da estrema superficialità soprattutto per i profili concernenti la programmazione pluriennale degli acquisti di mezzi di trasporto, scarsa aderenza alle disposizioni vigenti in materia di scelta degli acquisti, alla procedure di scelta del contraente". Peraltro nel quadriennio 2016-2019 sorprendevano "presentazione delle offerte in termini estremamente brevi, livelli di competitività quasi azzerati in danno dei fondamentali principi di concorrenza e di massima partecipazione alle gare. L'acquisto di autobus nuovi e usati, di valore oltremodo consistente, è stato effettuato negli anni ricorrendo a procedure eccezionali rispetto alle quali sorgono perplessità sulla sussistenza dei presupposti che ne consentono l'utilizzo".

La denuncia di un dipendente: "I bus in Israele incompatibili con l'urgenza"

Un dipendente Ast, sentito il 9 ottobre del 2019, aveva riferito dell'affare israeliano agli investigatori: "La trattativa è stata condotta da Fiduccia che si è recato in Israele con un intermediario perugino, Alessio Porzi, e l'omissione di una gara pubblica è stata giustificata attraverso esigenze di urgenza. Ovviamente la stessa scelta di affidarsi a un fornitore estero, di acquistare veicoli da reimmatricolare in Italia, nonché da far omologare, è intrinsecamente incompatibile con un acquisto urgente, tant'è che i bus sono arrivati in Italia dopo mesi", ha messo a verbale.

"I pullman sono rimasti bloccati per mesi in un Paese dell'Est"

Un suo collega ha confermato: "Sono stati acquistati circa 100 autobus da Israele facendo ricorso ad una procedura d'urgenza e la fornitura di un numero così ingente di autobus intrinsecamente non poteva essere legata a ragioni di urgenza, atteso che il trasporto su gomma è l'attività core di Ast". Poi "ci sono state difficoltà per farli uscire da Israele, sono stati fermi in un Paese dell'Est, poi sono arrivati a Perugia per la reimmatricolazione e interventi mirati a renderli compatibili con le norme europee e, per quanto mi consta, sono ancora a Perugia", così ha raccontato il 14 ottobre 2019.  Peraltro, sempre secondo uno dei lavoratori "alcuni dei mezzi acquistati in Israele avevano dei problemi tecnici, ho sentito lamentele dei colleghi, per esempio in relazione al funzionamento della centralina o dell'impianto condizionamento".

"Per me dagli Usa alla Russia non è un problema..."

Affermazioni che troverebbero riscontro nelle intercettazioni. Il 9 dicembre del 2019 Porzi diceva a Fiduccia: "Farebbe piacere una volta, partire 3, 4 giorni, facciamo da qualche parte... andando all'estero, se lei, io non so dove gli piacerebbe andare, io sono pratico dappertuttto... Dunque per me, dagli Stati Uniti alla Russia non è un problema". 

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Il viaggio in Israele

La guardia di finanza rimarca che Porzi sarebbe stato peraltro coinvolto in passato in indagini fiscali e fallimentari. Gli investigatori mettono anche in evidenza che non vi sarebbe "la prova di un patto corrutivo con Fiduccia", ma che sta di fatto che dopo aver revocato il bando pubblico per l'acquisto di 25 mezzi usati, si era arrivati all'affidamento diretto all'imprenditore perugino. A dicembre 2018 erano stati così acquistati dall'Ast 20 bus "individuati dopo la nostra visita in Israele" per un milione 866 mila euro.

Il presidente Tafuri: "Fu un ottimo affare"

Tafuri ha riferito ai pm che secondo Fiduccia l'affare con Porzi sarebbe stato conveniente perché i bus non erano vecchi: "In Israele gli autobus dopo solo 10 anni di servizio vanno dismessi", ha dichiarato ed "erano in buona parte Irizan, che è tra le migiliori marche al mondo", erano pure "Euro 5". "Qualche mese  dopo - ha detto in contrasto con le affermazioni dei due dipendenti sentiti - sono arrivati in Italia e sono tuttora funzionanti".

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"Ho messo questi 10 mila euro che lei deve togliere"

Il motivo che avrebbe spinto l'Ast a non ricorrere alla gara pubblica sarebbe stato lo sconto praticato da Porzi. Ma in un'intercettazione l'imprenditore diceva a Fiduccia: "Sono mezzo pronto, ho fatto tutto quanto, i conti... poi lei mi risponda per quanto sconto vuole ma io l'ho già fatto, perché ho messo questi 10 mila euro che poi lei mi deve... come abbiamo detto". E ancora: "Ho messo 10 mila euro in più che lei deve togliere". Fiduccia parlava poi con un'impiegata: "Ci faremo una controproposta, levare 10 mila euro a macchina". Così il prezzo sarebbe sceso a 490 mila euro con un risparmio di 80 mila euro. Che tuttavia secondo l'accusa sarebbe avvenuto solo sulla carta.

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Il gip: "Acquisti frutto di collusioni, sconti inesistenti"

Lo stesso trucco sarebbe stato utilizzato per l'acquisto di altri due mezzi a ottobre 2020, con un presunto sconto di 7 mila euro, di un altro il 23 marzo scorso con un altro ipotetico sconto di 10 mila euro. L'acquisto di bus con affidamento diretto sarebbe avvenuto anche con altri fornitori, sempre con la giustificazione della "opportunità" o della "urgenza", senza che però ve ne fossero i presupposti, per la Procura. In tutto l'Ast avrebbe speso 4 milioni 172.850 euro, versati in parte all'azienda di Porzi e ad altre due ditte. Per il gip vi sarebbero state "collusioni, intese come accordi occulti" e sarebbero stati usati "mezzi fraudolenti" nelle varie operazioni, in cui la "convenienza dell'acquisto è stata agganciata all'inesistente 'sconto' sul prezzo".


 

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