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Via libera a nuove assunzioni nella sanità siciliana: stanziati quasi 100 milioni

Una circolare firmata dall'assessore Razza e inviata a tutte le aziende del sistema sanitario regionale sollecita i manager a modificare i piani triennali di fabbisogno e delle dotazioni organiche sulla base delle nuove disponibilità economiche. I sindacati: "Importante passo avanti per risolvere la cronica carenza di personale"

Via libera a nuove assunzioni nella sanità pubblica siciliana grazie a un incremento del tetto di spesa per le dotazioni organiche di quasi 100 milioni di euro. "Un importante passo avanti per risolvere la cronica carenza di personale nel sistema sanitario regionale. Carenza che si è manifestata in tutta la sua gravità proprio durante la gestione dell'emergenza pandemica", dicono i segretari generali regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango, commentando una circolare dell’assessorato regionale alla Salute.

Il documento, firmato dall’assessore Ruggero Razza, è rivolto a tutte le aziende del sistema sanitario regionale per sollecitare i manager a modificare, nel più breve tempo possibile, i piani triennali di fabbisogno e delle dotazioni organiche sulla base delle nuove disponibilità economiche, così come derivanti dall'incremento dei tetti di spesa (+96,5 milioni di euro). Interventi speciali sono rivolti agli enti in cui hanno sede le centrali operative del 118, alla figura dell’infermiere di famiglia e di comunità e alla medicina penitenziaria.

“La situazione di emergenza epidemiologica da Covid 19 che stiamo vivendo ha, purtroppo, messo in luce - dicono i segretari generali - tutte le carenze del sistema che noi denunciavamo da tempo. A cominciare dalla necessità di rafforzare la medicina del territorio e mantenere alti i Lea, Livelli essenziali di assistenza. Punto fondamentale anche in vista della fase centrale della campagna vaccinale. Si apre adesso la fase della negoziazione a livello aziendale. Troppo spesso - concludono Agliozzo, Montera e Tango - gli enti sono stati costretti a usufruire di contratti a tempo determinato o di altre forme di somministrazione lavoro, con il grave rischio di generare nuovo precariato in una terra dove questa piaga è ancora tragicamente aperta. Da tempo, quindi, chiedevamo soluzioni strutturali e a lungo termine e, adesso che il processo è stato avviato, lo seguiremo passo passo fino a quando non si sarà concluso, portando una ventata di rinnovamento nella sanità pubblica regionale”.
 

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