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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

"Facevano credere di poter fare assumere alle Poste": truffati sei palermitani, tre arresti

Le vittime avevano già versato come acconto, in misura diversa, circa 45 mila euro. A portare alla luce quella che è stata un'associazione a delinquere finalizzata alle truffe sono state le sezioni di Pg dei carabinieri, della polizia e della guardia di finanza della Procura della Repubblica di Sciacca

Facevano credere di poter fare assumere alle Poste italiane, in cambio di un corrispettivo di 20 mila euro. Sei le vittime individuate, tutte della provincia di Palermo, che avevano già versato, quale acconto, in misura diversa, complessivi 45 mila euro. A portare alla luce quella che è stata un'associazione a delinquere finalizzata alle truffe sono state le sezioni di Pg dei carabinieri, della polizia e della guardia di finanza della Procura della Repubblica di Sciacca. A coordinare l'inchiesta è stato il procuratore capo di Sciacca, Roberta Buzzolani, e il sostituto Michele Marrone.

Tre le misure cautelari firmate dal gip del tribunale di Sciacca: una in carcere e due ai domiciliari. In carcere è finito l'uomo, un ex dipendente delle Poste. Mentre le due donne - la moglie dell'ex impiegato e una polacca - sono state poste ai domiciliari. "L'ex dipendente delle Poste conosceva determinati meccanismi e arricchiva l'ambientamento del raggiro nei confronti delle vittime con un ufficio di rappresentanza che aveva a Palermo, qualificandosi dirigente sindacale - ha spiegato, durante la conferenza stampa svoltasi al comando provinciale dell'Arma, il tenente colonnello Roberto Vergato - . Stamattina sono stati anche sequestrati dei falsi contratti di assunzione alle Poste che erano tenuti all'interno di cartelline con una denominazione sindacale. Quindi tutto era stato creato per far cadere nella trappola persone che avevano problemi economici determinati dalla mancanza di lavoro. Ed alcune di queste, pur di pagare l'acconto richiesto, si sono perfino indebitate. Il gruppo non era nuovo a fatti del genere - ha aggiunto il tenente colonnello Roberto Vergato, comandante della compagnia dei carabinieri di Sciacca, - perché, in passato, in un altro procedimento, hanno commesso altre truffe per circa 400 mila euro. E le truffe sono state realizzate fra le province di Agrigento e Palermo".  

Le sei vittime avevano versato tranche di 2 mila, 5 mila euro, quale acconto. "Stamattina sono state sequestrate anche delle carte PostaPay - ha aggiunto il tenente colonnello Roberto Vergato - . I soldi venivano trasferiti all'estero. Le donne fungevano da impiegate amministrative all'interno di questo pseudo ufficio di rappresentanza". Le indagini sono durate dallo scorso ottobre a questo mese. "Gli episodi focalizzati - ha aggiunto il comandante della compagnia dell'Arma di Sciacca - sono fra ottobre e dicembre 2020. Quindi hanno truffato 6 persone, per 45 mila euro, in 3 mesi. Questo significa che l'organizzazione era molto capace".

L'adescamento delle vittime, dai 40 ai 60 anni, avveniva nei modi più disparati, ma era forte - visto la "fame" di lavoro - il passaparola. "La necessità generata da questi momenti di particolari momenti sociali aumenta la possibilità che i truffatori possano riuscire nel loro agire - ha analizzato il tenente colonnello Vergato - perché le persone sono pronte a credere. Questi poi erano particolarmente capaci". Le sezioni di Pg di carabinieri, polizia e guardia di finanza sono arrivate a questa organizzazione grazie alla denuncia di una vittima.    

fonte AgrigentoNotizie

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