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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

Scandalo assunzioni Ast, il dimissionario Amico: "Doveroso lasciare per rispetto dell'azienda"

Era stato nominato appena una settimana fa: "La scelta non ha alcun rapporto di causalità o attinenza, essendo temporalmente precedente, con l'audizione dell'assessore Gaetano Armao in commissione Antimafia"

"Lo scorso 23 febbraio, con puro spirito di servizio aziendale, ho accettato l’incarico che mi è stato proposto e il primo marzo, rientrato dal periodo di isolamento per il Covid-19, ho assunto le onerose funzioni di direttore generale di Ast spa, con la consapevolezza che, in quel momento, nessun’altra scelta mi era concessa, se non al prezzo di fermare l’operatività di Ast e di non procedere neppure al pagamento delle retribuzioni dei lavoratori del mese di febbraio. Nei giorni successivi l’assegnazione dell’incarico, Ast è stata al centro di una forte campagna mediatica che facendo riferimento alla nomina del direttore generale facente funzioni riportava frasi virgolettate di intercettazioni e possibili ipotesi di reato definite dalla Procura a mio carico. Non conosco ancora gli atti della Procura e, in cuor mio, sono certo di potere spiegare alle autorità inquirenti ogni cosa in merito al mio operato, tuttavia ritengo doveroso lasciare l’incarico a tutela dell’Azienda Siciliana Trasporti oltre che nel dovuto rispetto verso l’azione della Procura". E' con queste parole - indirizzate a tutti i componenti degli organi sociali dell'azienda (Consiglio di amministrazione e, per conoscenza, collegio sindacale) - che domenica Giovanni Amico si è dimesso dalla carica di direttore generale facente funzioni dell'Ast. 

Amico (subentrato a Ugo Fiduccia, finito agli arresti domiciliari) è indagato nell’inchiesta "Gomme lisce". Pur non essendo fra i destinatari delle misure interdittive disposte dal gip, all'ex assessore comunale di Agrigento, Giovanni Amico, i magistrati contestano, tra gli altri, i reati turbata libertà degli incanti, falso ideologico e materiale sulla scelta del revisore contabile del bilancio dell'Ast. Amico è indagato perché da presidente della commissione aveva annullato una gara vinta da un'azienda, falsificando anche la data di un verbale, in modo da consentire - sempre secondo l'accusa - l'affidamento della revisione contabile al commercialista Felice Genovese (pure lui indagato), che avrebbe chiuso gli occhi sulle presunte irregolarità nei conti dell'Ast.

Divulgando la lettera di dimissioni di domenica, Amico ha voluto fare chiarezza sui tempi e sulle motivazioni della sua decisione, non nascondendo di vedere le sue dimissioni "come la cosa più giusta nell'interesse primario dell'azienda". Ma ha anche voluto chiarire "che la scelta non ha alcun rapporto di causalità o attinenza, essendo appunto temporalmente precedente, con l'audizione dell'assessore Gaetano Armao in commissione Antimafia".

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