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(foto archivio)

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Smentita dalla cugina e dai tabulati telefonici, assolto il suo ex dall'accusa di stalking

Così ha deciso il giudice per un ex Pip di 62 anni in servizio all'assessorato regionale Territorio e Ambiente. Venne arrestato ad agosto 2016 dopo la denuncia della sua ex compagna, un donna di 41 anni nonchè sua collega

Assolto dall’accusa di stalking perché il fatto non sussiste. Lo ha stabilito il giudice monocratico Annalisa Tesoriere, seconda sezione penale del tribunale di Palermo, per il 62enne M.D., ex Pip in servizio all’assessorato regionale Territorio e Ambiente. La denuncia, che aveva fatto scattare ad agosto 2016 l’arresto con la misura cautelare dei domiciliari, era arrivata dalla sua compagna 41enne, anche lei ex Pip in servizio nella stess struttura. La donna, smentita su alcuni dettagli anche dalla cugina, è stata inchiodata anche dai tabulati telefonici: adesso rischia un processo per falsa testimonianza.

Dopo la loro relazione, durata circa 4 anni, la donna aveva denunciato la condotta aggressiva del compagno, sostenendo una volta di essere stata anche aggredita. "La dichiarazione è stata smentita - spiega l’avvocato dell’uomo, Mauro Barraco - dai tabulati in quanto lei ha sostenuto che durante quell’episodio fosse al telefono con il figlio che le consigliava di chiamare la polizia e di essere stata costretta a cambiare utenza telefonica. Quel giorno, però, la donna non aveva ricevuto alcuna chiamata dal figlio, mentre la nuova scheda era stata attivata quattro giorni prima della rottura del loro rapporto sentimentale”.

La 41enne ha sostenuto che anche i loro colleghi fossero a conoscenza delle condotte moleste di M.D., ma davanti al giudice si è rifiutata di fornire un qualsiasi nominativo. "In passato la donna - aggiunge il legale - aveva denunciato il primo marito per lesioni e minacce e dopo qualche giorno dalla fine di un’altra relazione, aveva denunciato il secondo compagno per stalking. Entrambi i processi sono stati archiviati per infondatezza della notizia di reato, dimostrandosi per così dire incline alla denuncia per atti persecutori nei confronti degli ex".

Anche una cugina della donna ha testimoniato contro di lei sostenendo che si fosse inventata le accuse nei confronti di M.D., a causa del quale diceva di vivere in uno stato di ansia e di avere modificato le proprie abitudini di vita. "La circostanza è stata confermata - spiega ancora l’avvocato - dal marito e dai figli che dopo la rottura della relazione l’hanno vista uscire la sera per svago, due o tre volte alla settimana".

Il 62enne era anche accusato di averle provocato delle lesioni lievi (con una prognosi di 7 giorni), ovvero delle contusioni che lui le avrebbe causato nel tentativo di sottrarre il cellulare per paura che stesse registrando. Per questo capo d’imputazione, per il quale comunque l’imputato non era stato arrestato e non gli era stata applicata alcuna misura cautelare, è stato condannato a 8 mesi di reclusione.

"Ovviamente il giudice - conclude Barraco - ha ordinato l’immediata liberazione del mio assistito il quale, nelle sedi opportune, valuterà la richiesta di ingiusta detenzione dato che si era professato innocente sin dall’interrogatorio di garanzia e proporrà appello contro la sentenza di condanna per le lesioni lievi, nonché la eventuale costituzione di parte civile nel processo per falsa testimonianza che si potrebbe celebrare nei confronti della sua ex".

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